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CAOS LIBIA/ Mons. Tomasi: meglio la Lega Araba dell'Onu

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Sta progressivamente crescendo l'accettazione politica della necessità di una risposta comune ai movimenti attuali di popolazione. L'Unione Europea, che nel suo individualismo si confronta con un deficit demografico in vari dei suoi membri, può beneficiare dall'arrivo di questi richiedenti asilo. Certo si dovrà tener conto che ci sono dei limiti alla capacità di accoglienza, per cui bisogna operare efficacemente nei paesi di origine di questi flussi migratori. Si dovrà lavorare anzitutto per la pace e per lo sviluppo integrale dei Paesi di origine. Mi pare poi che nell'emozione del momento si perda di vista un obiettivo più importante quale quello dell'integrazione.

Integrazione a qualsiasi condizioni?
Mi pare legittimo considerare la preservazione dell'identità democratica e culturale e dei valori cristiani dell'Europa come un diritto non negoziabile. Perciò il dibattito sui numeri e le strutture è importante, ma lo è ancor di più quello sui valori.

Che cosa dovrebbe fare secondo lei l'Italia per la Libia? Lei auspica o no un intervento internazionale sotto l'egida Onu e a quali condizioni?
Il problema degli Stati disintegrati, "failed States", non riguarda solo la Libia, ma anche la Somalia, la dittatura Eritrea, la Siria ed altri Paesi. Nel caos e nella violenza che ne segue la popolazione cerca scampo in tutti i modi possibili. E' il diritto alla sopravvivenza. L'intervento armato in questi casi rischia di complicare ulteriormente e la via del dialogo rimane il metodo preferibile. In casi estremi, quando tutte le altre opzioni sono esaurite, scatta il dovere di proteggere che la Comunità internazionale si deve assumere secondo le regole e gli organismi che si è data. Prevenire la disintegrazione di Stati potrebbe essere un servizio efficace delle Nazioni Unite.

C'è però la sensazione che l'Onu sia poco o nulla senza alcuni paesi politicamente decisivi.
La governance dei movimenti di popolazione è un'esigenza globale che gli Stati membri delle Nazioni Unite sentono e trattano. Non si può negare che milioni di rifugiati, sfollati e di migranti sono stati aiutati dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e dall'Organizzazione Mondiale per le Migrazioni. Ma come abbiamo un organismo con valenza obbligatoria per il commercio, la Wto, forse si può pensare di arrivare a una struttura simile per la gestione dei movimenti di popolazione. Su questa strada si può costruire una risposta coordinata alle emergenze, ma una scelta simile richiede un senso di solidarietà concreto che limita in parte anche la sovranità nazionale per abbracciare il bene comune.

Una sua valutazione della Lega araba come interlocutore politico. Il governo di Tobruk vede con favore un suo intervento militare…
Davanti alle incertezze e all'inefficacia delle Nazioni Unite emergono e si stanno rafforzando strutture regionali per rispondere con più immediatezza e prontezza ai problemi che sorgono nel loro territorio. Da questo punto di vista, un'azione della Lega Araba potrebbe rivelarsi più efficace, sempre assumendo che le condizioni per il dovere di proteggere siano rispettate. 

Più efficace perché? 


COMMENTI
21/08/2015 - Idee chiare e giuste (Giuseppe Crippa)

La ringrazio, Monsignor Tomasi. Lei ha le idee più chiare di qualunque politico italiano (e non solo)!