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Esteri

CAOS LIBIA/ Mons. Tomasi: meglio la Lega Araba dell'Onu

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L'intervento da parte di una struttura che ha delle affinità culturali, religiose e tradizionali comuni, può essere più efficace e creare meno conseguenze dannose, come potrebbe essere il caso se solo Paesi occidentali intraprendessero azioni militari, che verrebbero viste come una invasione e non un'operazione di pace.

Dopo l'accordo Usa-Iran cosa sta cambiando in Medio oriente? Secondo lei si va verso una spartizione "balcanica" della Siria?
L'importanza dell'accordo Usa-Iran sta nel fatto che un interlocutore fondamentale nel Medio Oriente è ritornato nel contesto internazionale e quindi può contribuire al negoziato per la fine della violenza nella regione. L'assestamento politico e militare nel Medio Oriente è legato al nuovo fenomeno di gruppi non statali che sono strumentalizzati da poteri esterni per promuovere obiettivi politici o di altro genere. Ma la spartizione della Siria sarebbe un messaggio sbagliato che bloccherebbe la complessa evoluzione dei Paesi a maggioranza islamica.

Quale sarebbe la strada da intraprendere?
Una soluzione ragionevole alla crisi in Siria è di affermare e mettere in pratica il principio di cittadinanza, per cui una persona ha uguali doveri e diritti di fronte allo Stato ed è quindi libera di associarsi con chi crede meglio. La crudeltà dell'Isis rimane l'evidenza più chiara di dove possa portare il fanatismo ispirato esclusivamente da un riferimento ad una religione o ad una identità etnica. Si sta tentando di riprendere il negoziato in Siria cercando di coinvolgere tutte le parti in causa, ma questo negoziato porterà frutto se gli sponsor dei vari gruppi, le grandi potenze, si metteranno d'accordo. 

Intanto continuano le sanzioni.
Le sanzioni imposte alla Siria aumentano la sofferenza della popolazione e appaiono strategicamente inutili. Trovare una soluzione al presente conflitto è certamente negli interessi immediati dell'Europa, per esempio, dato che nel 2015 il 33% dei richiedenti asilo nell'Ue proviene dalla Siria.

Il titolo del Meeting è "Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno"? Cosa ha a che fare questo verso di Mario Luzi con il dramma che è sotto i nostri occhi?
Alla radice della decisione di partire c'è l'aspirazione profonda ad una vita normale, dove i sentimenti di ogni giorno, la famiglia, il senso della creatività attraverso il lavoro, trovano il loro spazio. E' in questa prospettiva che la speranza rimane viva e che fa intraprendere viaggi rischiosi, perché al di là di ogni sofferenza si è convinti che si può trovare la risposta che il cuore desidera. Lo sradicamento e l'esperienza dell'emigrazione forzata dalle guerre o dall'estrema povertà diventano un luogo teologico dove il senso del cammino diviene quello della vita alla ricerca di colmare la mancanza che esistenzialmente si intuisce e si esperimenta. Già Sant'Agostino sentiva nel suo profondo che le varie strade di ricerca concludono l'inquietudine del cuore solo quando si ritrovano.

(Federico Ferraù)

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COMMENTI
21/08/2015 - Idee chiare e giuste (Giuseppe Crippa)

La ringrazio, Monsignor Tomasi. Lei ha le idee più chiare di qualunque politico italiano (e non solo)!