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DIMISSIONI TSIPRAS/ Sapelli: una "scommessa" pericolosa (anche) per Italia e Ue

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Alexis Tsipras (Infophoto)  Alexis Tsipras (Infophoto)

Alla fine a prevalere non sarà Nea Dimokratia, perché è un partito totalmente screditato in quanto ha governato per 40 anni alternandosi al Pasok e distruggendo la Grecia. E quindi le prossime elezioni saranno vinte da Alba Dorata. Quei voti che Tsipras pensa di potersi conquistare andranno alla destra neonazista.

 

Come si spiegano i consensi di Alba Dorata?

Ci sono partiti ideologici a sinistra ma anche a destra, e questi ultimi sono quelli cresciuti sull’onda della rabbia della povera gente. Quello che temo è che se si vota in Grecia si scateni questa rabbia.

 

Lei ritiene che questa crisi politica sia soltanto greca o possa avere un impatto europeo?

Quanto sta avvenendo in Grecia riflette una questione europea. C’è un fenomeno europeo che riguarda innanzitutto la macchina partitica. Basta vedere quanto avviene nel Pd, che è attraversato da una frattura ideologica con alcuni deputati che se ne stanno andando. Lo stesso discorso vale anche per la Nouvelle Gauche in Francia, o da membri di sinistra del Bundestag come Gregor Gyzi. Del resto in Germania la Linke insieme ai Verdi governa persino uno dei Lander.

 

Che cosa sta succedendo?

Ciò che sta avvenendo è che si aprono delle faglie di classe nei partiti sulla base di un risvolto ideologico. È ciò che si sta verificando in Syriza. Eppure se il partito di Tsipras fosse rimasto unito avrebbe potuto convincere più facilmente la povera gente a seguirlo.

 

(Pietro Vernizzi)



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