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CASO MARO'/ Gli errori dell'Italia e la beffa di Amburgo

Pubblicazione:martedì 25 agosto 2015 - Ultimo aggiornamento:martedì 25 agosto 2015, 14.17

Marò, Italia beffata (Infophoto) Marò, Italia beffata (Infophoto)

Alla fine la decisione del Tribunale del mare per l'Italia è una beffa. Si dice al nostro Paese che deve sospendere i due procedimenti davanti al Tribunale penale militare e al Tribunale penale ordinario di Roma. Questi due procedimenti in realtà erano già fermi, finora ci si era limitati ad aprire un fascicolo, ma l'azione penale si era di fatto bloccata per il mancato seguito dato dall'India alle rogatorie indispensabili per l'effettivo accertamento dei fatti. L'Italia sospende quindi il nulla.

 

Lo stop al procedimento indiano non è però una vittoria?

Il procedimento indiano sarebbe pervenuto a una sentenza di primo grado solo nell'ordine di anni. La sospensione ordinata dai giudici di Amburgo potrebbe comunque produrre un effetto positivo, in quanto potrebbe essere stata anche sospesa la competenza dei giudici indiani a decidere circa il rientro di Latorre in India. Non penso neppure che si possa cantare vittoria affermando, come già ho sentito fare, che i giudici di Amburgo avrebbero negato la sussistenza della giurisdizione indiana. Questa questione infatti sarà al centro del dibattito davanti al costituendo Tribunale arbitrale. E al momento non si può essere certi che esso riconosca le ragioni dell'Italia. d , che non è pacifico che dia ragione all'Italia su questo aspetto. Con grande rammarico reputo quindi che l'ordinanza di ieri del tribunale di Amburgo debba essere considerata un sostanziale insuccesso per la posizione dell'Italia, che fa iniziare in salita l'imminente giudizio arbitrale.

 

(Pietro Vernizzi)



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