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DALLA GRECIA/ Il nuovo "azzardo" targato Tsipras

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Un dato però fin d'ora è chiaro: non si voterà a favore della "speranza" di un radioso futuro immaginario, tantomeno per "paura" di un'uscita dall'euro. Questa volta si dovrà scegliere a chi affidare la gestione del terzo Memorandum perché questa volta è tutto chiaro: non ci sono più trattative da svolgere, non ci sono più fuochi d'artificio da accendere. La Grecia è diventata un Paese "normale" con degli immensi problemi socio-economici da risolvere. C'è di nuovo da scegliere tra il peggio e il meno peggio, come per il referendum, con la differenza che ormai tutta la classe politica si è sbugiardata. Poi a fine settembre si tireranno le somme definitive di sette mesi di inettitudine, inesperienza, arroganza e menzogne. 

Più o meno 12 miliardi persi, dicono alcuni conti sommari. E un debito pubblico che dal 177% schizzerà al 200% nei prossimi anni. Colpa di Tsipras che non ha saputo gestire il governo, colpa dei greci che lo hanno votato, consapevoli che non esisteva un'alternativa credibile?

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