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ISIS/ Libia, autobomba vicino ad un edificio Eni: lo Stato Islamico rivendica l'attacco. Un ferito secondo Reuters (oggi 31 agosto 2015)

Pubblicazione:lunedì 31 agosto 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 31 agosto 2015, 23.02

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ISIS LIBIA: AUTOBOMBA VICINO ALLA SEDE ENI. LO STATO ISLAMICO RIVENDICA L'ATTACCO (OGGI 31 AGOSTO 2015) - A differenza di quanto comunicato dall'ENI, l'agenzia giornalistica internazionale Reuters riporta di un ferito in seguito all'attacco dell'ISIS in Libia. L'autobomba è scoppiata nel centro di Tripoli vicino la zona di Thahra dove oltre agli uffici dell'ENI sono presenti anche le ambasciate dell'Olanda e dell'Arabia Saudita. Non sono state ancora rivelate le generalità del ferito e per il momento l'azienda italiana non ha rilasciato altri comunicati stampa. Sul posto sono interventui i primi soccorsi dato che l'esplosione ha danneggiato vari edifici della zona e per questo l'area è stata evacuata. Ora si stanno svolgendo le indagini per determinare se ci sono altri feriti e confermare la rivendicazione dell'ISIS che ha già affermato di aver organizzato l'attacco.

ISIS LIBIA: AUTOBOMBA VICINO ALLA SEDE ENI. LO STATO ISLAMICO RIVENDICA L'ATTACCO (OGGI 31 AGOSTO 2015) - Come riportano le agenzie giornalistiche Ansa e AGI non ci sarebbero feriti dopo l'attacco dell'ISIS vicino alla sede ENI in Libia. L'azienda italiana ha comunicato tramite un portavoce che non ci sono vittime nè feriti dopo che la notizia dell'autobomba è stata confermata. Anche l'ISIS ha affermato che l'esplosione è opera sua e per ora non sembra che l'obiettivo fossero gli operai italiani quanto il giacimento di petrolio posseduto da stranieri. Il luogo è stato comunque evacuato e le forze dell'ordine stanno analizzando la zona e i resti dell'ordigno utilizzato per l'attentato. Le ambasciate e i giacimenti petroliferi sono gli obiettivi preferiti dall'esercito dello Stato islamico che minaccia gli stranieri presenti in Nord Africa e nel Medio Oriente.

ISIS LIBIA: AUTOBOMBA VICINO ALLA SEDE ENI. LO STATO ISLAMICO RIVENDICA L'ATTACCO (OGGI 31 AGOSTO 2015) - Un'autobomba è esplosa in Libia proprio davanti ad un edifico dell'Eni e l'Isis ha rivendicato subito l'attentato. Questa la notizia che rimbalza a livelli internazionale da Tripoli, con il grande terrore generato davanti al quartier generale della compagnia petrolifera Mellitah Oil Company, una joint venture al 50% proprio tra l'azienda italiana del Cane a Sei Zampe e l'ente libico National oil company. Secondo il sito specializzato Middle East Eye, sembrerebbe proprio che questa sede dell'Eni sia stata l'obiettivo dell'attentato che al momento, assicurano dalla Libia, non avrebbe avuto pesanti conseguenze. Un portavoce dell'Eni, riporta Rai News, assicura infatti che «Non si sono stati né feriti né danni rilevanti agli uffici». Va segnalato però che la zona interessata dall'attacco dello Stato Islamico vede anche le ambasciate dell'Algeria e dell'Arabia Saudita, dunque andrà verificato nelle prossime ore i reali obiettivi di questo ennesimo brutale attacco sul suolo libico. La società italiana dunque subito alle prese con una grana il giorno dopo la grande scoperta di un maxi giacimento di gas offshore in Egitto che starebbe rilanciando e non di poco l'importanza e la rilevanza di Eni in tutto il bacino del Mediterraneo e dell'Africa del Nord.



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