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Esteri

ISRAELE-PALESTINA/ Così Obama può riaprire il dialogo

Benjamin Netanyahu (Infophoto)Benjamin Netanyahu (Infophoto)

Come per Oslo e Camp David, l'unica possibilità è che l'iniziativa parta al di fuori dei due contendenti e, malgrado la sua confusa e pericolosa politica mediorientale, proprio Obama ha forse fornito una pietra iniziale per un nuovo processo di pace, che può solo partire dal riconoscimento definitivo dell'esistenza dello Stato di Israele come premessa alla nascita di uno Stato palestinese.

L'Iran non è uno Stato arabo, ma gli ayatollah iraniani, o meglio una loro parte, sono attualmente i più espliciti nel propagandare la distruzione di Israele. L'accordo sul nucleare e le pressioni degli sponsor Russia e Cina, anche loro minacciati dall'estremismo islamico, potrebbero portare su una posizione diversa Teheran, con conseguenze positive su tutto il mondo sciita della regione. Simili pressioni dovrebbero essere effettuate su Arabia Saudita, Stati del Golfo e Turchia, già in passato alleata di Israele, anche perché un accordo di questo tipo non solo metterebbe alle strette israeliani e palestinesi, ma sarebbe utile per una diminuzione delle tensioni nell'intera regione. Può sembrare, e lo è, un progetto ambizioso, ma esistono altre soluzioni?

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COMMENTI
31/08/2015 - Educare ogni volta al dialogo (claudia mazzola)

Ho 50 anni e la situazione è sempre uguale. Ho rivisto un TG in bianco e nero: molto attuale! Sarà perché ogni generazione non nasce imparata e quindi si ricomincia daccapo...