BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RISIKO/ Siria, Isis e dintorni, Putin prepara una soluzione "balcanica"?

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

Anche Russia e Turchia hanno tutto l'interesse a raggiungere un accordo di compromesso per risolvere la questione siriana, anche per i loro rilevanti rapporti economici soprattutto nel settore energetico. Rimane aperta la questione curda, su cui le posizioni di Mosca e Ankara divergono, che potrebbe però avere una risposta con la soluzione dell'altro problema dell'area, quello iracheno. Anche per l'Iraq è prevedibile un compromesso che, se non a una spartizione, porti a una struttura federale tra sud sciita, centro sunnita e nord curdo. Le divisioni territoriali non sono così nette, ma la cosa non è impossibile con un accordo tra Turchia e Iran. 

Rimane da superare l'ostinazione di Obama a voler comunque cacciare Assad, ma la sua insistenza potrebbe mettere a repentaglio l'accordo con Teheran sul nucleare, contro il quale sta affilando le armi l'opposizione Repubblicana, e né Obama né il suo partito possono permettersi un tale smacco.

Oltre tutto, la politica di Obama di armare le opposizioni contro il regime siriano ha portato al sopravvento degli estremisti, califfato e gruppi legati ad al Qaeda e ai salafiti, sulle fazioni più moderate o laiche. Senza le milizie sciite irachene sostenute dall'Iran, i curdi, l'esercito turco e il deprecato esercito governativo, gli estremisti non potranno essere sconfitti. Tanto meno da un improbabile intervento dei marines americani.

Rimane da vedere chi c'è dietro la notizia dell'intemerata di Putin all'ambasciatore turco, cioè a chi farebbe comodo una rottura tra Mosca e Ankara. Esclusa l'ipotesi che il Nobel per la Pace si sia trasformato in un falco guerrafondaio, una simile rottura servirebbe senza dubbio al califfato, ma forse anche in quel di Riyad la cosa potrebbe non dispiacere. In fondo, i sauditi sono quelli che al momento sembrano più fuori dai giochi.

© Riproduzione Riservata.