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CAOS MEDIO ORIENTE/ Se Obama preferisce Russia e Iran alle lobby ebraiche

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Barack Obama (Infophoto)  Barack Obama (Infophoto)

Ma intanto il premier Netanyahu continua la sua battaglia a tutto campo contro l'accordo. E può contare su un congresso americano dove i repubblicani sono ostaggio delle primarie più affollate della loro storia, quasi venti candidati, e gli stessi democratici che di candidato ne hanno uno solo, Hillary Clinton, devono comunque molto alla lobby ebraica.

In una contromossa Obama a sua volta ha avuto un incontro privato alla Casa Bianca con diversi leader della comunità ebraica, ai quali ha fatto peraltro notare che l'Aipac, la più potente lobby ebraica Usa, ha avviato una campagna da 20 milioni di dollari, con numerosi spot tv, per influenzare l'opinione pubblica contro l'accordo. Alcuni dei gruppi che hanno partecipato all'incontro sono favorevoli all'accordo, altri contrari. E mentre la battaglia politica va avanti su vari campi, i leader repubblicani hanno già detto che voteranno contro l'accordo. E se il presidente porrà il veto, come ha minacciato, cercheranno una maggioranza qualificata per superarlo. Non è detto che ce la facciano, ma hanno tempo per manovrare. Secondo le previsioni, il voto in Congresso avverrà verso la fine di settembre, e secondo la Casa Bianca sarà il più importante da quando è stata decisa la guerra in Iraq.

Obama è solo nel portare avanti una strategia così complessa. Il partito democratico non è più il suo partito ma quello di Hilary che è impegnata in una corsa senza esclusione di colpi per la Casa Bianca. Ma è il commander in chief. E se c'è un luogo dove questo conta più dei giochi della politica, quel luogo è il paese di Lincoln, Roosevelt e Kennedy.

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COMMENTI
07/08/2015 - Obama genio della politica mondiale (Giuseppe Crippa)

Spiace constatare che Mauro sembri non capire che l’accordo con l’Iran sancisce che prima o poi(pur rispettando alla lettera l’accordo la necessaria quantità di uranio arricchito sarà in futuro “legalmente” disponibile per l'Iran) questo paese disporrà di – come ha detto Pierluigi Battista sul Corriere del 20 luglio scorso - “un’arma nucleare esplicitamente, programmaticamente, deliberatamente finalizzata alla distruzione di un nemico, di un Paese, come dicono i falchi della teocrazia iraniana, che con la bomba sarà «cancellato dalla carta geografica», cioè Israele”. Grazie al Premio Nobel per la Pace Obama il mondo avrà per la prima volta un paese non con un’arma atomica “difensiva” (sia pure da usarsi per ritorsione contro un attacco esterno) ma un’arma atomica destinata ad assestare il primo colpo ad un nemico. Complimenti al “commander in chief” e a chi ne dice bene!