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CAOS MIGRANTI/ Frattini: Renzi ha un’"arma" anti-Bruxelles, ora deve usarla

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Lo spazio di Schengen non deve avere come effetto quello di proteggere i Paesi meno generosi. Se vige la libera circolazione, ma l’Italia si deve tenere tutti gli extracomunitari che arrivano, ciò per lo spazio Schengen rappresenta un limite molto forte. E’ quindi davvero sbagliato chiudere lo spazio Schengen, perché la libera circolazione è l’altra faccia della medaglia del mercato comune europeo. Ci sono Paesi cui piace molto il mercato unico perché comporta l’abolizione di dazi e dogane, ma poi vorrebbero limitare la circolazione delle persone. Ma dell’Unione Europea non si può prendere quello che ci piace, e lasciare da parte quello che non va.

 

Gentiloni ha detto che l’Italia ha sempre invocato un cambiamento delle regole. Ma lo ha fatto nel modo giusto?

Il governo Renzi si scontra con un principio insormontabile: queste regole si decidono all’unanimità. Gentiloni però ha sottolineato un aspetto molto importante: occorre una regola europea sull’asilo. Il problema è che ogni Paese Ue ha una sua lista di “Stati sicuri”, ai cui cittadini cioè non si riconosce lo status di rifugiato. Questo vuol dire che per esempio un immigrato della Costa d’Avorio, come l’assassino che domenica ha colpito a Catania, può permettersi di chiedere l’asilo politico in Italia, ma non in Francia. E’ questo l’aspetto giuridico sul quale occorre intervenire, perché a quel punto un migrante si sceglie come destinazione il paese più “comodo”.

 

Ci sono le premesse perché il vertice del 14 settembre funzioni?

Se guardo a quanto è avvenuto nell’ultimo vertice straordinario dovrei dire di no. La lista dei Paesi sicuri o insicuri dipende dalle relazioni bilaterali dei singoli Stati Ue. Le diverse sensibilità quindi hanno sempre portato i Paesi Ue a divergere nelle loro valutazioni. O c’è una grande volontà politica di risolvere questi temi, oppure si continuerà con dichiarazioni di facciata, ma quando si arriverà al momento dell’attuazione pratica non si farà nulla.

 

Che cosa deve fare il governo italiano?

E’ fondamentale che l’Italia si presenti il 14 settembre con una proposta molto concreta. La Merkel ha invitato l’Italia ad affrettarsi nel realizzare i centri di identificazione, perché una volta identificati i migranti in Italia ce li dobbiamo tenere. Il nostro governo dovrebbe quindi rispondere che noi faremo i centri di identificazione lo stesso giorno in cui il Consiglio Ue approverà la lista europea dei paesi sicuri. A quel punto se a Lampedusa arriverà un migrante della Costa d’Avorio, l’Italia potrà decidere immediatamente se quello è o meno un rifugiato senza neanche fargli presentare la domanda.

 

(Pietro Vernizzi)

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