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Esteri

CAOS MIGRANTI/ Dalla Germania: qual è la "quota" di Obama?

Profughi siriani in Germania (Infophoto)Profughi siriani in Germania (Infophoto)

Il giornalista tedesco afferma con ironia: "le milizie terroristiche dell'IS in Irak non sono sorte dal nulla". Comunque, per non procedere ad una proiezione transatlantica delle "accuse reciproche", il giornalista ricorda anche che gli Usa stanno compiendo un lavoro umanitario nella regione mediorientale e combattono (anche se non proprio convinti) le bande terroristiche islamistiche con attacchi aerei.

Nel sito dell'Heute Journal (il telegiornale del secondo canale tedesco, Zdf) viene data la notizia riguardante la decisione del premier australiano Tony Abbott di partecipare agli attacchi aerei, direttamente in Siria, contro le milizie terroristiche dell'IS. Lo sottolineo per far vedere che il problema ha una portata mondiale, pur sentendo profondamente che però in fondo esso può essere risolto — non primariamente a livello militare — solo dall'impegno di ogni persona di buona volontà, siano essi quei tedeschi che hanno applaudito per l'arrivo dei migranti a Monaco di Baviera, o quelle parrocchie che hanno deciso di seguire l'invito del papa nell'Angelus del 6 settembre di ospitare almeno una famiglia siriana, o quei politici che con il loro stile professionale contribuiscono in modo positivo alla risoluzione di un problema che si potrebbe rivelare come una grande chance politica ed economica per l'Europa. 

Il che non vuol dire non vedere anche le ombre del problema stesso. La Süddeutsche Zeitung, l'alternativa bavarese alla Faz, più orientata a sinistra, con una sua foto ha messo il dito nella piaga: riusciranno la cancelliere Angela Merkel (Cdu) e il vice cancelliere Sigmar Gabriel (Spd) a contrastare le disastrose tendenze nazionalistiche presenti in Germania, che hanno portato ad appiccare il fuoco a diversi ospizi per gli stranieri appena rinnovati, e a lanciare una operazione di reale solidarietà? Il che non esclude che questa abbia certamente una sua sensatezza politica ed economica; essa però, in prima battuta, richiede a noi innanzitutto una fiducia grande, che contraddice tutte le nostre tendenze egoistiche e le paure che sempre a queste si accompagnano e che rappresenta, per chi ha il cuore aperto, una reale chance di crescita umana.

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COMMENTI
13/09/2015 - PS II Angela Merkel (Roberto Graziotto)

PS. 2. Ieri Angela Merkel ha detto - come ha riportato il telegiornale delle otto del primo canale tedesco ieri sera, che ha cominciato i suoi servizi con il problema dei profughi - una cosa molto importante: il problema va risolto all'origine, come ha detto qualche giorno fa nel "Sole 24 ore" Alberto Negri. La guerra all’Isis non sarà la terza guerra. La posizione della cancelliera tedesca è chiara: questa soluzione deve essere concordata con Washington e Mosca: anche senza quest'ultima non vi è possibilità di soluzione del conflitto.

 
12/09/2015 - PS Angela Merkel (CDU) und Horst Seehofer (CSU) (Roberto Graziotto)

Nel mondo democristiano tedesco, riferisce la FAZ di oggi, c'è uno sconto forte sulla politica a riguardo dei migranti tra la cancelliera tedesca Merkel e il presidente della CSU bavarese Seehofer. Nello "Spiegel" ha detto quest'ultimo che la decisione della cancelliera di far venire in Germania i profughi che erano arrivati in Ungheria era sbagliata. Nella "Rheinische Post" la cancelliera dice che non esiste un limite di accoglienza per perseguitati politici e ciò vale anche per i profughi che vengono da noi "dall'inferno di una guerra civile". Uno dei quattro redattori principali della FAZ, Berthold Kohler, dice nell'editoriale principale che è un grande rischio che la frase sulla mancanza di limiti dell'accoglienza ora venga percepita nel mondo come un invito a tutti indiscriminatamente a raggiungere l'Europa. La cancelliera invece ritiene irresponsabile parlare di una "politica della barca piena". Anche il ministro delle finanze Schäuble sostiene la cancelliera: ovviamene non possiamo risolvere tutti i problemi del mondo "da noi" ha detto: "ma non respingeremo persone che vengono da noi in Europa da una situazione di bisogno terribile". Il secondo editoriale di Reinhard Müller replica alla cancelliera: "non c'è un limite per il diritto d'asilo, ma c'è un limite dello stato". Aggiungo questo punto per far capire cosa si dice nella stampa tedesca dell'emergenza umanitaria che stiamo vivendo.