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GRECIA AL VOTO/ Com'è triste giocare alle elezioni in uno Stato fallito

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Alexis Tsipras (Infophoto)  Alexis Tsipras (Infophoto)

E' probabile comunque che si arriverà ad una "grande coalizione" qualora il neo-Syriza sia il primo partito. In caso di vittoria di Nea Democratia, è possibile che Tsipras non voglia entrare al governo. Ma potrebbe andare all'opposizione e votare contro misure che lui stesso ha votato?

In ogni caso, qualunque sia la composizione dell'esecutivo, si dovrà procedere con la tabella di marcia stabilita dal terzo Memorandum e fare i conti di quanti euro ci sono nella casse statali. Le stime dicono che sono vuote. All'orizzonte non si vedono investitori stranieri, il mercato interno langue, il "capital controls" non verrà abolito domani, la disoccupazione è aumentata, così il tasso di recessione. Di futuro, di prospettive non si parla in questa campagna elettorale. La strategia è creare un alone di simpatia e di consenso attorno ai leader. E anche la campagna pubblicitaria è a dir poco deludente, al pari del primo confronto televisivo tra i leader, mentre lo spot elettorale del dracmista Panajotis Lafasanis lascia esterrefatti. Lui, Lafasanis, ferma un taxi per strada. Sale e dice al tassista di portarlo alla Zecca dello Stato. Per fare che cosa? Assaltarla come aveva consigliato a Tsipras?

Aspettiamo la seconda puntata. E pensare che Tsipras lo ha voluto ministro.

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