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Esteri

CAOS MIGRANTI/ Mons. Zenari (Siria): l'Europa si lamenta, ma qui ci sono 4 milioni di profughi

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Quella dei siriani che fuggono all’estero è una composizione varia. C’è chi va via con le stampelle, scappando da luoghi molto pericolosi, e altri che vengono via perché non vedono un futuro. I rifugiati siriani nei Paesi confinanti sono del resto 4 milioni, e queste persone vivono sotto le tende nei campi profughi. Famiglie che si trovano con i piedi nella sabbia bollente durante l’estate e nella neve e nel fango durante l’inverno. Quindi quando sento parlare dei 120mila profughi da dividere tra i 28 Paesi Ue, è un fatto che mi fa molto pensare.

 

In quali Paesi ci sono più rifugiati?

Il Paese che accoglie il maggior numero di profughi siriani è la Turchia. Quindi nell’ordine vengono Giordania e Libano.

 

Perché la Turchia ha smesso di agire da vasca di compensazione nei confronti di questi profughi?

Per rispondere bisognerebbe mettersi nei loro panni.

 

Quanto è pericolosa la vita quotidiana a Damasco?

E’ da stanotte che sento gli aerei che si levano in volo, e quando questo succede è un brutto segno. Nella zona chiamata Ghouta Orientale, la periferia dove comincia la campagna, a dieci chilometri dal punto in cui mi trovo, da due anni avvengono continui scontri e bombardamenti. Nella zona di Damasco chiamata Jobar si sono insediati i ribelli. Mentre nel campo di Yarmouk, dove si trovavano 160mila palestinesi, e ora ne sono rimasti qualche migliaio, si sono inseriti gruppi estremisti compreso l’Isis.

 

Come si vive nella capitale siriana sotto assedio?

Damasco è una città dalle mille contraddizioni. Durante il weekend, nei quartieri più benestanti, si vedono bar e pasticcerie affollate. Anche nel punto dove mi trovo io non sembrerebbe di trovarsi in un Paese in guerra, ma poi all’improvviso cadono dal cielo colpi di mortaio. Oggi dovevo andare a pranzo da un sacerdote, ma ho dovuto annullare perché ieri abbiamo avuto tre funerali di persone uccise dai mortai.

 

Le scuole rimangono aperte?

Tra pochi giorni dovrebbero riaprire dopo le vacanze, ma i genitori si fanno mille domande. E’ già capitato che una granata cadesse sugli alunni in classe, sia nella scuola armeno-cattolica sia in quella armeno-ortodossa.

 

E le chiese?

Due settimane fa, qui a Damasco, mentre la gente era in chiesa un mortaio ha colpito l’edificio ma il tetto ha tenuto. La loro potenza è limitata, ma le schegge sono pericolosissime, e infatti negli ultimi giorni parecchie persone nel quartiere vecchio di Damasco sono morte per questo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
15/09/2015 - La parte sbagliata (Giuseppe Crippa)

Questa guerra combattuta per interposta persona dagli USA di Obama contro la Russia di Putin è l’unica e vera responsabile della terribile situazione descritta da Mons. Zenari. Più passa il tempo più mi convinco che l’Italia sia, come spesso le è accaduto con le guerre, dalla parte sbagliata.