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ELEZIONI GRECIA/ I jolly "inutili" di Tsipras e Meimarakis

Pubblicazione:mercoledì 16 settembre 2015

Vangelis Meimarakis (Infophoto) Vangelis Meimarakis (Infophoto)

Gli ultimi sondaggi danno i due partiti alla pari. Saranno i circa 30 mila giovani che voteranno per la prima volta a determinare il risultato? Nessuno ne parla, ma il segreto desiderio di molti intervistati sarebbe quello di avere un governo di unità nazionale, che avrebbe la garanzia di stabilità per almeno i prossimi tre anni. Un governo di centro-sinistra (Neo-Syriza, socialisti, moderati di "To Potami" e magari i "Greci Indipendenti" qualora il partito riuscisse a superare la soglia del 3%) rischia di avere una maggioranza risicata in Parlamento, che potrebbe anche diventare minoranza, qualora ci fosse da votare misure impopolari. 

Il punto debole di questa ipotesi resta sempre il partito di Tsipras. Le elezioni anticipate sono servite a espellere dalle liste i "duri e puri", ma oggi nessuno può garantire che i tutti i futuri parlamentari siano in sintonia con la "road map" delle riforme e dei tagli. E ci potrebbero essere altre defezioni in corso d'opera. A scorrere l'elenco dei candidati, oltre ai soliti personaggi - alcuni di loro come ministri non hanno certo brillato per iniziative riformatrici - si leggono alcuni nomi che hanno, nel tempo, espresso idee piuttosto inquietanti ed erano contrari al Memorandum che poi hanno votato. Ad esempio, i componenti del "gruppo 53", di cui fa parte anche l'ex ministro delle Finanze, Efklidis Tsakalotos, i quali sicuramente reagiranno quando si dovranno tagliare pensioni e stipendi, privatizzare e tassare gli agricoltori). Misure che giudicano non conformi alle loro idee di sinistra. Quindi i pericoli di ricatti sono ancora presenti. 

Neppure Tsipras ha chiarito la sua posizione, tantomeno ha dimostrato di tenere in pugno il partito. In altre parole la "patologia" del vecchio Syriza non è stata curata. Se da un lato sostiene che l'accordo va rispettato, dall'altra continua nella sua retorica "radicale". Parafrasa, cioè, la strategia elettorale di gennaio: recuperare voti d'opinione di centro-sinistra ed evitare emorragie a sinistra. E lascia parlare alcuni candidati i quali sostengono che il loro governo attuerà un "programma parallelo" al Memorandum. 

A gongolare del risultato delle elezioni sarà soltanto Nea Democratia. Tsipras gli ha fornito una nuova "verginità". E da partito che ha contribuito al crollo dell'economia del Paese oggi si ritrova a garantirne il futuro. Dovrà comunque mutare la sua pelle e rinnovare la sua cultura politica. Con i personaggi che sono stati inseriti in lista c'è poco da sperare, a meno che Meimarakis, con quel suo fare pacioso e ironico, non sappia ridurre al silenzio i tirapiedi dei "camini", cioè le lobby che impediscono lo sviluppo del Paese.



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