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DALLA GRECIA/ Le nuove "balle da star" di Varoufakis

Pubblicazione:giovedì 17 settembre 2015

Yanis Varoufakis (Infophoto) Yanis Varoufakis (Infophoto)

Forse il suo intervistatore avrebbe dovuto leggere i suoi commenti che pubblicava (periodo 2009-2014, a partire dal suo siluramento come consigliere economico del primo ministro socialista Jorgos Papandreou) sul giornale on-line "Protagon". Beh, erano, nero su bianco, le sue visioni - oniriche - su euro ed Europa, cui basterebbe "una semplice dose di democrazia liberale" (si riferisce nello specifico all'Eurogruppo). In quelle riunioni - cui partecipava arrivando sempre in ritardo e sempre sbrindellato nel suo vestire quasi a dire che lui è un diverso, cioè un "marxista creativo" - è riuscito a creare disagio e irritazione. Eppure stava parlando a nome di un Paese che stava affondando, "ferito a morte", secondo Varoufakis. Non lo ha sfiorato un briciolo di realismo?

Ma lui aveva già programmato il "piano B". "Avrebbe avuto un costo altissimo, questo sì. Ma nel lungo periodo magari non più alto della costante sottomissione alla troika". Il costo, in soldoni, sarebbe stato l'imposizione della "vita austera". Ne aveva parlato durante il discorso del suo insediamento al ministero delle Finanze. Nel fine settimana successivo, è stato fotografato nella sua villa, con piscina, a Eghina. Non aveva capito che la società chiedeva esempi concreti e non idee evanescenti. 

Di Yanis Varoufakis, come ministro, va ancora scritta tutta la storia. È sicuro, perché i loro, suoi e di Tsipras, sette mesi di governo hanno inciso profondamente nella storia di questo Paese. Lui da questa esperienza ne ha tratto vantaggi personali. I greci a breve dovranno stilarne il bilancio.



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