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CAOS MIGRANTI/ Júlia Vásárhelyi (Ungheria): così Orbán ha umiliato uomini, donne e bambini

Pubblicazione:venerdì 18 settembre 2015 - Ultimo aggiornamento:venerdì 18 settembre 2015, 14.30

In partenza dall'Ungheria per l'Austria (Infophoto) In partenza dall'Ungheria per l'Austria (Infophoto)

Non c'e dubbio che c'è un'emergenza immigrazione senza precedenti in Europa, l'Unione non era preparata a questa enorme pressione. Secondo me l'Italia merita il riconoscimento di tutti per gli sforzi con cui affronta e gestisce il problema senza un supporto sufficiente degli altri paesi Ue. Ma adesso — speriamo — si sono svegliati anche gli altri paesi, e cercano di armonizzare la loro politica d'immigrazione, di trovare una soluzione comune. Il problema è molto complesso e delicato, ci vuole dialogo, cooperazione a livello nazionale ed europeo per una posizione unitaria nella gestione della situazione. L'unico che non vuole cooperare è Orbán, che fin dall'inizio ha rifiutato ogni proposta di dialogo e di aiuto da parte dell'Ue — della quale accetta però i fondi, lamentandosi anzi di non riceverne abbastanza —, dell'Unhcr ed altre organizzazioni internazionali. 

Ma chi è Viktor Orbán?
Lo one-man show degli ungheresi nazionalisti, e un modello per l'estrema destra xenofoba straniera. Ha assunto il ruolo del salvatore dell'Ungheria attaccata da orde straniere, si presenta come il vero difensore della cultura cristiana europea e il garante della sicurezza d'Europa. Paradossalmente tutti quelli che sono d'accordo con Orbán e la sua "politica" dell'immigrazione si dimenticano di menzionare i 4-500mila ungheresi che hanno lasciato il paese proprio da quando Orbán ed il suo partito sono al potere, per studiare o trovare lavoro all'estero. Sono i nostri migranti economici in Gran Bretagna, in Germania, in Austria, negli Stati Uniti.

Quali conseguenze avranno sul futuro le scelte contraddittorie che l'Europa a fatica sta assumendo?
E' una cosa che in questo momento non è dato sapere. Io sono ottimista, spero che i leader europei onesti avranno la saggezza e un senso di responsabilità sufficiente per trovare una soluzione umana. Accanto al rispetto dei diritti umani, che è un imperativo nel caso dei profughi, ci vogliono regole chiare, informazioni oneste e rassicuranti per gli europei, per i rifugiati e per i migranti economici, non meno che sacrifici per elaborare una soluzione degna di una Europa civile. Ma se l'Europa non si dimostra capace di dare una risposta adeguata a questa grande sfida, sarà una tragedia.

Cosa pensa del modo in cui giornali e tv hanno parlato e stanno parlando dell'Ungheria? Ne viene l'immagine di un paese complessivamente poco aperto, contrario all'accoglienza. E' così?
Secondo me le informazioni sui media stranieri sono piuttosto equilibrate e realistiche, anche se si parla poco dei volontari che hanno fatto sforzi enormi per aiutare i profughi e i migranti umiliati dal governo ungherese. In tanti, privati cittadini, gruppi Facebook, medici, infermiere, interpreti, pensionati, giovani, giorno e notte abbiamo assistito questa povera gente in fuga dalle guerre e dalla povertà. Normalmente gli ungheresi sono abbastanza accoglienti, ma il regime di Orbán è autocratico, la gente comune è disinformata dai media del servizio pubblico, intimidita da vari tipi di rappresaglie come la perdita del lavoro, il ritiro della licenza di un negozio, i controlli dell'agenzia delle imposte, solo per dirne alcune. E' così triste vedere che ci sono tanti che si lasciano manipolare dal potere, e che la maggioranza degli ungheresi rimane silenziosa… Ma l'Ungheria non è Orbán e il suo governo. Almeno spero.

(Federico Ferraù)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
18/09/2015 - caos migranti (delfini paolo)

Invece Orban, secondo me, sta facendo benissimo!!

 
18/09/2015 - Confronto (Giuseppe Crippa)

Come correttamente richiamato da Federico Ferraù all’inizio di questa intervista, invito tutti a rileggere quanto dice Gyorgy Schopflin e paragonare le sue risposte a quelle di Julia Vasarhelyi. Le brevi risposte di Schopflin mi sembrano pacate e di buon senso, quelle della Vasarhelyi, ben più ricche di parole, giudicatele liberamente voi tenendo presente però che il popolo ungherese, descritto come ostaggio di un dittatore, l'anno scorso ha dato ad Orban il 44,5% dei voti.