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ELEZIONI GRECIA/ Il "libro dei sogni" targato Tsipras

Pubblicazione:venerdì 18 settembre 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Al tempo in cui Alexis Tsipras decise le elezioni anticipate, il consenso verso il primo ministro dimissionario era alto rispetto all'avversario conservatore. Non aveva contendenti credibili. Ma non aveva fatto i conti con la delusione dei suoi elettori, soprattutto tra le giovani generazioni. Troppe promesse non mantenute, troppi compromessi e poi quella resa inaspettata, dopo il trionfale risultato del referendum. Dopo la "speranza" di gennaio, oggi vincono frustrazione e rigetto. 

Sono i numeri a fornire la misura dell'incertezza del risultato di domenica prossima. Un sondaggio, fatto dopo il dibattito televisivo di lunedì, ha invertito il pronostico: Nea Democratia è passata in testa e l'errore statistico delle percentuali dà i due partiti alla pari. Ieri, invece Syriza sarebbe ritornata in vantaggio. Conclusione: meglio non fare affidamento sui sondaggi. Hanno già toppato per il referendum di luglio quando hanno dato il "sì" e il ""no" quasi alla pari. Saranno i voti dei giovani e degli indecisi a determinare la vittoria o la sconfitta di Tsipras. 

Questo testa a testa potrebbe generare una distorsione della volontà popolare: al primo partito verrà assegnato un "bonus" di cinquanta parlamentari, nonostante poche migliaia di voti lo separino dal secondo. Neppure l'attuale legge elettorale maggioritaria, dunque, si adatta alla situazione politica.  

La sinistra ellenica, diciamo la sua attuale maggioranza, rischia di scomparire, o comunque di ritornare ai margini della vita politica. Analisi riportata nel programma di governo di Syriza. Sette mesi fa era padrona assoluta del Paese. Ma si sa per tragica esperienza che le firme (tre) sull'ultima pagina del dossier Memorandum comportano un alto prezzo politico. "Il reale dilemma che deve affrontare oggi la Sinistra (con la S. maiuscola, ndr) è tra il ritorno del sistema politico borghese e dare battaglia per uscire dal neo-liberismo e dalla politica del Memorandum di austerità da una posizione di governo". È quanto si legge a pagina 12 del programma elettorale di Syriza. 130 pagine, decine di queste sono un copia-incolla di quello del gennaio scorso. Con la differenza che il suo presidente ha firmato il Memorandum III. 

Di questa scelta obbligata se ne parla all'inizio. Poi a pagina 9, ecco il paragrafo 5 dal titolo: "Esiste un'alternativa?". Certamente, insistono i "syrizei". C'è da chiedersi se sono convinti di quanto scrivono, oppure se ricadono, scientemente,  nello stesso sbaglio commesso a gennaio scorso. O se ancora non hanno gli strumenti culturali per interpretare la situazione! Forse si avrà una risposta nei prossimi mesi. Comunque ecco l'alternativa. "Molti accusano Syriza di aver dato ragione al detto thatcheriano secondo cui non ci sono alternative al neo-liberismo. Nulla di più lontano dalla recente storia di Syriza (…). Syriza e il suo governo non hanno mai adottato questa politica. Perché un conto è accettare il neo-liberismo quale obiettivo strategico e quale unica scelta per il benessere sociale, un conto invece è riconoscere che in un certo preciso momento, con specifiche condizioni politiche, si è obbligati ad accettare un compromesso tattico che dia la possibilità di combattere con l'obiettivo strategico di instaurare il socialismo". È il paradosso di Syriza, cioè la sua interpretazione dei fatti è falsata da parametri (l'accordo firmato a luglio) non presi in considerazione.    


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