BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

ELEZIONI GRECIA/ Tsipras, una "seconda chance" piena di domande

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

E adesso? Ad ascoltare i dibattiti televisivi, durante la nottata di domenica, sembrava di essere tornati alla notte di domenica 5 luglio, giorno del referendum e della vittoria del "no". Più che commenti sul risultato (evasivi come al solito i rappresentanti di Syriza) la domanda più frequente è stata: e ora che cosa succederà? Il Memorandum III è stato firmato e votato (nelle sue linee di principio), da qui in avanti il governo dovrà presentare, entro un margine di 40 giorni, leggi e dare sostanza legislativa ai capitoli dell'accordo, sottoporsi alla nuova verifica europea dei conti, discutere sulla riduzione del debito, trovare 7 miliardi (tanto lo Stato deve ai privati) e iniziare a tagliare pensioni e privilegi. 

Finora Tsipras ha sostenuto che è stato "ricattato", che è stato "obbligato" a firmare, che la firma è stata una scelta "tattica". Adesso dovrà dimostrare le sue reali intenzioni. A meno che la sua azione di governo non contraddica il programma elettorale di Syriza e le sue dichiarazioni fatte durante i comizi, in cui si riferiva a misure economiche "equivalenti" rispetto al dettato dell'accordo, cioè a un "programma parallelo". Appunto, adesso che cosa succederà? Sarà lui, secondo i desiderata dei creditori, che applicherà quelle misure di austerità che i suoi predecessori non hanno avuto il coraggio di votare, oppure continuerà nella retorica della lotta per il cambiamento del Memorandum? 

Entrambe le scelte comportano costi sociali ed economici alti. I greci sono preparati?  Forse no. Chissà se tra un paio di mesi, dopo aver pagato tasse varie, aver visto ridurre la propria pensione, la percentuale del consenso verso Tsipras sarà ancora elevata? Ma d'altra parte non avevano altra possibilità di scelta. È la democrazia in tempo di Memorandum.

© Riproduzione Riservata.