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DALLA GRECIA/ Così Renzi "riporta in vita" Varoufakis

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Yanis Varoufakis (Infophoto)  Yanis Varoufakis (Infophoto)

ATENE  -  "Le scissioni funzionano come minaccia non al momento elettorale. Per usare un tecnicismo, anche sto Varoufakis se lo semo tolti. Chi di scissioni ferisce, di scissioni perisce", sosteneva Matteo Renzi nel corso del dibattito della Direzione del Partito democratico. Ma le antenne di Yanis Varoufakis sono molto sensibili, al punto che ha voluto pubblicare un commento al riguardo sul suo blog. 

Che dice Varoufakis? Non è vero che si sono sbarazzati di me. Quella di Renzi "è una illusione". Nello scorso luglio "loro" (si presume i creditori) si sono "liberati" di qualcosa di molto più importante di me. Renzi mi definisce - scrive Varoufakis - un "apostata". "La verità è più deludente. A differenza di molti miei compagni sono rimasto fedele alla piattaforma di Syriza che ha vinto le elezioni del 25 gennaio, come un partito unito che ha portato speranza ai greci e ai popoli europei. Speranza per che cosa? Speranza per una fine definitiva dei prestiti che condannano la Grecia alla perenne depressione e prefigurano politiche fallimentari per il resto dell'Europa".

Che cosa è successo? È successo che "sotto una pesante coercizione da parte dei leader europei, tra cui Renzi (che ha rifiutato di discutere le proposte greche), il mio primo ministro, Alexis Tsipras, è stato sottoposto, il 12 e 13 luglio, a un insopportabile bullismo, al puro ricatto, a pressioni disumane. Il Signor Renzi ha svolto un ruolo centrale nell'aiutare a far cedere Alexis con la tattica del 'poliziotto buono', sulla base del 'se non ti arrendi, ti distruggeranno' - quindi sei pregato di dire sì alla loro proposta".

"Io e Alexis - continua Varoufakis - ci siamo trovati in disaccordo sulla valutazione del fatto se 'loro' stessero o no bluffando e sul fatto se noi avevamo il diritto politico e morale di firmare un accordo non sostenibile, dando inoltre le chiavi di ciò che resta dello Stato greco alla Troika". E Varoufakis conclude sostenendo di essere vivo e vegeto, di godere di ampia popolarità anche in Italia. Anzi, lui si sente politicamente vivo.



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