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CAOS MIGRANTI/ Rusconi: Tra Bruxelles e Orbán c'è di mezzo Putin

Pubblicazione:giovedì 24 settembre 2015

Viktor Orbán (Infophoto) Viktor Orbán (Infophoto)

Il vero problema è che non sono i governi, bensì i popoli che non vogliono i migranti. Per ragioni che non sono chiarissime, la gente dell’Est non vuole saperne dei rifugiati. E anche se durante la Guerra fredda erano gli ungheresi a chiedere asilo nell’Europa occidentale, dal loro punto di vista è un’altra cosa.

 

Per l’ex ministro Andrea Riccardi, Juncker e Tusk rappresentano lo “scontro tra due mentalità contrapposte”. Lei è d’accordo?

No. Il commissario polacco Tusk in alcune circostanze si è mostrato disponibile, l’unico politico a essere espressione della linea dura è l’ungherese Orbán. La posizione della Polonia invece è più oscillante, e per comprenderla a fondo bisogna considerare il suo rapporto con Russia e Germania. Abbiamo sottovalutato completamente il ruolo della Russia, e ora ne paghiamo le conseguenze. E’ inutile che Riccardi faccia un discorso di carattere puramente etico, qui è la politica brutale che è entrata in scena. Abbiamo gente che scappa, e anche dietro a questa fuga ci sono motivazioni politiche.

 

Il commissario greco Avramopulos intanto prepara una serie di proposte tra cui una Blue Card per i migranti. E’ la soluzione di cui c’è bisogno?

Stiamo girando attorno al problema. Se non ci fossero i Paesi dell’est la questione sarebbe risolta. Anche se non dobbiamo dimenticarci che la stessa Francia non è stata particolarmente elegante, come ha dimostrato il caso Ventimiglia. Invece l’Ungheria polarizza tutta l’aggressività su questa vicenda. E’ una situazione estremamente ambigua. Quindi i burocrati europei possono fare tutti i progetti che vogliono, ma finché l’Ue non avrà un governo basta che uno dica no e tutto si ferma.

 

(Pietro Vernizzi)



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