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Esteri

LA MECCA/ Strage all'Hajj, morti 750 pellegrini: le precedenti tragedie

Nuova strage di pellegrini musulmani che si stavano recando in pellegrinaggio alla Mecca, ci sarebbero centocinquanta morti e quattrocento feriti ecco cosa è successo

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Non c'è fine alla conta dei morti nella strage per la festa dell'Hajj vicino a La Mecca, meta di una delle feste dell'Islam più seguite dai fedeli musulmani ogni anno. Sono ormai più di 750 le vittime tra i pellegrini che sono stati travolti dopo l'ennesimo attacco di panico collettivo che ha portato ad un'altra strage di fedeli. I numeri hanno dell'inquietante: sono infatti almeno 3mila i morti negli ultimi 25 anni con le cause che sono sempre quelle, ressa, fiumane di fedeli che si spaventano per un qualcosa di imprecisato e dopo in molti, troppi vengono travolti. Calpestati, soffocati e con bilanci che davvero danno l'immagine del dramma. Il più grave tra tutti i precedenti si svolse il 2 luglio 1990, quando persero la vita 1426 pellegrini asfissiati o calpestati  dentro una galleria che unisce Mina, la sede della festa dell'Hajj, e La Mecca. Nel 2006 furono in 364 a perdere la vita, due anni prima furono 251 persone e nel 2001 sono stati 35 i pellegrini sfortunati. In questo video postato su Instagram dall'account ufficiale della BBC si prova a fare un rapido bilancio di questi sanguinosi precedenti che rendono le feste islamiche a La Mecca sempre tremendamente pericolose.

Sta assumendo dimensioni disastrose il numero di persone morte oggi in Arabia Saudita rimaste schiacciate nella ressa mentre si recavano in pellegrinaggio alla Mecca. Le ultime notizie parlano infatti di oltre settecento morti e ottocento feriti, il secondo incidente più grave nella storia del paese dopo la strage del 1990 quando morirono 1400 persone. La strage si è verificata sula strada 204 che collega i campi dei pellegrini con la Mecca, dotata di speciali misure di sicurezza per permettere il movimento della massa di persone. Durante questi giorni sacri per i musulmani infatti sono circa tre milioni le persone che si trovano nella zona. Il ministero della salute arabo dà la colpa alla tendenza dei pellegrini a ignorare le indicazioni di rispettare orari fissi per muoversi, creando così ammucchiamenti giganteschi.

Purtroppo continua a salire il bilancio tra morti e feriti nella strage di questa mattina a La Mecca, dove durante il Pellegrinaggio dell'Haij, la tradizionale Festa del Sacrifico a Mina, una cittadina vicino al centro nevralgico della fede musulmana in Arabia Saudita. Tragedia avvenuta dopo le 7 di mattina e i morti sarebbero al momento 453, con oltre 750 feriti: tutti travolti dall'ormai purtroppo consueto attacco di panico nella folla che ha provocato il grande movimento e la calca fatale. L'Iran punta il dito contro errori della sicurezza saudita nella resa di fedeli alla Mecca, diretti alla Valle di Mina per la simbolica cerimonia della lapidazione di Satana. Il responsabile dell'organizzazione iraniana dell'haij, Said Ohadi, ha riferito quanto segue: «Per ragioni sconosciute è stata chiusa una strada vicino al luogo della cerimonia, dove poi è avvenuta la calca mortale: proprio questo ha causato il tragico incidente», così ripreso dalla tv della Repubblica islamica. I rapporti tra i due Paesi, le due super potenze l'una sunnita (Arabia Saudita) e l'altra sciita (Iran), non sono ottimi e si contendono l'influenza sulla regione mediorientale: di certo non aiutati poi dai conflitti in Siria e in Yemen.

Mentre il numero delle vittime della ressa al pellegrinaggio islamico continua ad aumentare (le ultime notizie parlano di 310 morti) si registra la dichiarazione di Daniela Santanchè, esponente di Forza Italia, sull'episodio. "Apprendo che si registrano oltre duecento morti schiacciati dalla folla durante l'Hajj, il pellegrinaggio annuale dell'Islam: nemmeno le bestie" ha detto. Che poi ha aggiunto: "Penso ai loro poveri figli e a quelle povere donne costrette a vivere dietro la vergogna di un velo, penso all’ignobile retorica buonista della sinistra. Rabbrividisco".

E' salito a oltre duecento il numero delle vittime rimaste schiacciate nella ressa mentre si recavano nella città santa della Mecca in pellegrinaggio. Ci sarebbe stata una fuga improvvisa di qualcuno non si sa per quale motivo che ha provocato poi il panico generando una immensa ressa in cui le persone sono morte schiacciate e soffocate. Sul posto duecento ambulanze e 4mila volontari, i feriti sarebbero circa cinquecento.

Le ultime notizie che arrivano dall'Arabia Saudita dicono che la strage di pellegrini è avvenuta nella città di Mina, a tre chilometri circa dalla Mecca sembra per una fuga improvvisa che ha provocato il panico. Circa due milioni di pellegrini sono arrivati in questi giorni nella città santa della Mecca per il tradizionale pellegrinaggio di Hajj. La strage è avvenuta per non chiari motivi mentre migliaia di persone si stavano recando alla Mecca in quello che è oggi il primo giorno di Eid al-Adha, la festa del sacrificio. Si tratta della più importante festività islamica a cui ogni fedele deve partecipare almeno una volta nella vita. Poche settimane fa durante una tempesta di vento una gru era caduta sul santuario della Mecca provocando decine di morti, mentre le stragi per la ressa sono abbastanza comuni: nel 1990 durante una di queste resse morirono ben 1400 persone schiacciate in un tunnel.

Non è la prima volta che durante i pellegrinaggi alla Mecca, dove si recano milioni d pellegrini musulmani, succedono resse in cui muoiono persone. E' successo di nuovo in queste ore durante il tradizionale pellegrinaggio Hajj, a cui ogni fedele musulmano è obbligato almeno una volta nella propria vita. Fuori del grande santuario che si trova a la Mecca, la città santa islamica, sarebbero rimaste schiacciate nella ressa almeno cento persone che sono morte mentre circa quattrocento sono rimaste ferite. mancano ancora dettagli di quello che è accaduto esattamente. Secondo le ultime notizie la ressa si è verificata a circa tre chilometri dalla città e i morti sarebbero almeno centocinquanta, mentre le operazioni di salvataggio sono in corso.

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