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Esteri

SIRIA/ Eid: l'Isis costringe Obama e Putin (e Assad) a un compromesso

Bashar al Assad (Infophoto)Bashar al Assad (Infophoto)

Per comprenderlo, trovo significativo il fatto che lo stesso Kerry abbia detto che la guerra siriana è durata per troppo tempo. Staremo a vedere quindi quali frutti positivi può portare il viaggio di Putin negli Usa. Ogni giorno ormai ci sono spedizioni delle navi da guerra russe attraverso il Bosforo e i cargo militari russi verso Latakia costretti ad aggirare lo spazio aereo di Grecia e Bulgaria. C’è un’intensa attività che non prelude a nulla di buono, in quanto la guerra siriana rischia di diventare una guerra mondiale.

 

Come andrà a finire?

Lo abbiamo visto durante i negoziati sul nucleare iraniano. Ci sono delle concessioni da fare da una parte e dall’altra, e alla fine bisogna accettare un compromesso.

 

Se salta il compromesso Usa-Russia si rischia davvero una guerra mondiale?

Nei momenti peggiori della storia, alla fine ci sono sempre stati dei contatti magari sotterranei tra Washington e Mosca. In questo momento entrambe le potenze sono alle prese con un pericolo che le supera. Lo stato islamico mette Usa e Russia di fronte a una sfida nella quale il fallimento non è contemplato. Il compromesso può essere rinviato, ma non evitato. Alla fine troveranno un “modus vivendi” come è avvenuto del resto nel corso di questi quattro anni di guerra siriana. Ma non ci sarà un ulteriore deterioramento, nonostante tutte le critiche Usa sul rafforzamento della presenza militare dei russi.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
27/09/2015 - Una timida notizia confortante (Giuseppe Crippa)

In una prima pagina del Sussidiario di oggi che finalmente non presenta, dopo qualche settimana, articoli – quasi sempre retorici e conformisti, purtroppo – sulla migrazione dei rifugiati siriani dalla Turchia all’Europa, fa piacere trovare un pur timido accenno al fatto che Obama sia finalmente costretto a qualche passo indietro nella sua politica, ipocrita perché falsamente pacifista ma in realtà ferocemente aggressiva, verso un regime non peggiore di altri apertamente sostenuti dagli USA, politica che ha generato, otre a migliaia di morti, la catastrofe umanitaria cui l’Europa sta in qualche modo facendo fronte.