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SCENARI/ I "disastri" dell'incontro tra Xi Jinping e Obama

Pubblicazione:lunedì 28 settembre 2015

Obama e Xi Jinping (Infophoto) Obama e Xi Jinping (Infophoto)

Il recente incontro tra Xi Jinping e Obama è stato una sorta di avvenimento eccezionale nella storia delle relazioni internazionali non per i risultati tramite esso conseguiti, ma invece per il nulla di fatto che ne è seguito. I due presidenti sembravano due comitati a un banchetto mozartiano in attesa di un Commendatore che al tavolo non è giunto. E per fortuna. Ma lo spavento rimane, ossia rimane l’incubo che prima o poi Egli (il Commendatore) giunga e con Lui precipitino anche i due commensali nel precipizio che s’apre. Ma noi - ossia tutto il mondo - se ciò accadesse precipiteremmo con loro.

Sì, è successo qualcosa di sconcertante. Sappiamo bene che questi incontri altro non sono che la cuspide di un lavorio incessante di centinaia di sherpa da entrambi le parti e che se tali incontri hanno luogo essi han di mira un qualche tipo di accordi, anzi più accordi. Questa volta nulla di decisivo è avvenuto, pur dinanzi a cotanto dispiegamento e a cotanta possanza degli interlocutori.? Sul tema dei cyber attack la Cina ha fatto orecchie da mercante e le proteste Usa hanno avuto per effetto solo la programmazione di qualche incontro periodico tra commissioni ufficiali destinate a incrementare i viaggi e la penetrazione di spie da ambo le parti e nella piena consapevolezza delle parti stesse. Ma la questione più inquietante e stata l’assenza di qualsivoglia intesa sia sui temi della proliferazione nucleare della Corea del Nord, sia soprattutto sulla politica ormai dichiaratamente aggressiva ed espansionistica dell’esercito e della penetrazione culturale commerciale cinese nel Mar del Sud dell’Impero di Mezzo, sino a giungere attraverso la “collana di perle” di basi - militari e non - all’Oceano Indiano.

I lavori in corso per costruire su isole o aree in and off shore piattaforme e aeroporti continuano. XI Jinping non ha ceduto di un millimetro, così come non ha ceduto di un millimetro sul tema dei diritti umani, sostenendo la diversità storica delle nazioni e delle culture. In questa luce l’accordo sulle emissioni carbonifere che fa vibrare di gioia (e di freddo in futuro) gli ambientalisti di tutto il mondo è semplicemente assurdo.

Vien da ridere per non piangere: la promessa di ridurre le emissioni di CO2 in un Paese il cui rendimento energetico affidato per il 70% circa al carbone e con un’ostinata resistenza in proposito da parte delle imprese cinesi che già hanno fatto cadere ogni illusione verde, l’accordo, dicevo, è esemplificativo di un atteggiamento tartufesco da parte dei cinesi e tipico dell’accecamento ideologico in cui l Occidente è caduto non solo sulle green question. Basta pensare al caso Volkswagen, dove le iper-regolazioni abbattono le imprese, che infatti gli accordi non rispettano e strapagano i manager colpevoli, coprendosi d’infamia mentre i cinesi operano attraverso una concorrenza asimmetrica con spregiudicato vigore.


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COMMENTI
28/09/2015 - Speriamo che l’imprevisto ci salvi (Carlo Cerofolini)

È proprio vero che Dio rende ciechi coloro che vuol perdere. Speriamo solo che l’imprevisto ci salvi. Già speriamo!