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Esteri

SOS MIGRANTI/ Schöpflin (Ungheria): aprire le porte è facile, difficile è integrare

Migranti in Ungheria in marica verso Vienna (Infophoto)Migranti in Ungheria in marica verso Vienna (Infophoto)

L’Ungheria è sulla strada che conduce a Nord e a Ovest. Altri Stati europei si trovano molto a disagio nei confronti dell’emergenza immigrazione, e cercano un capro espiatorio. L’Ungheria ai loro occhi ha assunto dunque questo ruolo.

 

A mettere in cattiva luce l’Ungheria è anche la vicenda del muro.

L’Ungheria ha costruito il suo muro proprio per difendere la frontiera di Schengen. Non dunque per impedire alle persone di entrare, come hanno scritto numerosi giornalisti, ma per mostrare quale sia la linea di attraversamento dal punto di vista legale. Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha descritto più volte il muro ungherese come qualcosa con una funzione difensiva. Ma se ci si confronta con la domanda su quale sia l’alternativa, tenuto conto delle condizioni del paese, tutti rispondono che non c’era nessuna alternativa al muro ungherese.

 

L’Ungheria è davvero disposta ad accogliere i migranti?

Non abbiamo scelta. Ma se potessimo scegliere, la nostra posizione è che preferiremmo i cristiani del Medio Oriente, che sono la minoranza più perseguitata al mondo.

 

Perché solo i cristiani?

La vera difficoltà è integrare i migranti nel resto della popolazione. Basta osservare ciò che accade in Germania, Francia, Paesi Bassi e Svezia, dove grandi numeri di migranti non si integrano, ma costruiscono delle società separate e parallele e non accettano le regole della maggioranza. Il contrario di quanto avviene in Canada.

 

In che senso?

Quanto gli immigrati musulmani hanno chiesto che nelle mense scolastiche canadesi si smettesse di servire maiale, le autorità locali hanno risposto: “Nel nostro Paese si è sempre mangiato maiale. Accettate questo dato di fatto”. Non sono però sicuro che i Paesi dell’Europa occidentale siano preparati a dire una cosa del genere, perché i media inizierebbero subito a strillare: “Razzismo, razzismo!”.

 

E’ giusto discriminare gli immigrati musulmani?

La vera domanda cui dovremmo rispondere è perché i Paesi arabi del Golfo non siano disponibili ad accogliere i migranti musulmani. In tutto 57 Stati musulmani non vogliono accogliere chi fugge da Siria e Iraq. Mi domando perché dovrebbero venire in Europa, quando i Paesi musulmani potrebbero aprire loro le porte. E’ una domanda che dobbiamo rivolgere alla Lega Araba.

 

Ritiene che per risolvere il problema migranti alla radice, l’Europa dovrebbe bombardare l’Isis?

Non sono sicuro che bombardare lo stato islamico servirebbe in quanto tale a risolvere il problema. Il vero interesse dell’Europa è piuttosto trovare una soluzione politica per la Siria. Dobbiamo accettare realisticamente il fatto che Assad non scomparirà perché ha sufficiente sostegno nella popolazione siriana.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
07/09/2015 - Gli immigrati i buonisti e il Vangelo (Luca 11,46) (Carlo Cerofolini)

A proposito dell’immigrazione clandestina, chissà perché quando sento Renzi e i tanti “progressisti”, buonisti, accoglientisti e terzomondisti parlare di solidarietà, buon cuore e di protezione umanitaria – ovviamente tutto e solo a spese e sulle spalle altrui, specie su quelle dei meno abbienti – mi viene in mente quanto si legge nel Vangelo (Luca 11,46): «Guai a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito». Già, chissà perché. Quosque tandem…

 
07/09/2015 - Un bene per l'Occidente (claudia mazzola)

Bella intervista. Sono "contenta" di quel che sta accadendo... avevo paura nella vita di pensare solo a me stessa. Ora i soldi del nostro sudato lavoro almeno vanno a buon fine, tasse comprese, e se posso ci metto anche del mio impegno.

 
07/09/2015 - Schopfin (Giuseppe Fortini)

Questo sì che che ragiona! Si può essere d'accordo o meno, ma le questioni che pone sono concrete. E con la dura realtà bisogna fare i conti.