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GRECIA AL VOTO/ Merkel e Hollande puntano su Tsipras, i greci no...

Il 20 settembre si tratta di libere elezioni o elezioni etero-dirette? Tsipras vuole veramente vincere? Ha gli strumenti politici per gestire una nuova austerità? SERGIO COGGIOLA

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ATENE — Ma si tratta di elezioni, o di meta-elezioni? Sono libere elezioni o elezioni etero-dirette? Tsipras vuole veramente vincere? Ha gli strumenti politici per gestire una nuova austerità? Ma può andare all'opposizione e poi votare contro misure che lui stesso ha firmato? Lui sostiene che dall'applicazione del Memorandum non si sfugge. Tutti d'accordo i candidati di neo-Syriza? Comunque vada, i greci non andranno a votare per plasmare il loro futuro. Quello è già stato scritto il 13 luglio scorso. Niente speranza e nessuna prospettiva.

Quindi niente demagogia. Può apparire cinico, ma forse la Grecia potrebbe cambiare direzione. E' una campagna elettorale che si basa sulla capacità di dimostrarsi credibili. Di ciò che succederà nei successivi quindici giorni, quando entro il 5 ottobre si dovranno votare i primi paragrafi del Memorandum, presentare a Bruxelles modifiche alla legge di bilancio 2015 e la bozza del 2016, nessuno parla. Neppure di come combattere la disoccupazione, né di come attrarre capitali esteri, né di come far ripartire l'economia. Vincere le elezioni significa soltanto usufruire del bonus di 50 seggi. I 300 mld di debiti restano e dovranno essere gestiti con misure di austerità e di ulteriori tagli. Tsipras, nel caso in cui arrivi primo, possiede il coraggio politico di andare fino in fondo? Sembra che l'asse franco-tedesco punti su una sua vittoria, in ragione del fatto che il giovane ex primo ministro ha ancora la "fedina penale" pulita: nessun compromesso con le lobby che hanno gestito l'economia, anche quella sommersa, del Paese; non rappresenta interessi particolari, e potrebbe essere capace di infliggere un duro colpo alla corruzione pubblica e all'evasione. Da parte sua, Bruxelles lascia intendere che senza la formazione di un governo di larghe intese non ci sarà discussione sulla ristrutturazione del debito.

Un anno che sembra un giorno. Alexis Tsipras, da Salonicco, domenica scorsa, ha annunciato il nuovo programma del suo futuro governo che, nelle sue analisi, dovrà durare una intera legislatura. Esattamente un anno fa, sempre da Salonicco l'ex primo ministro declinava il libro dei sogni che lo avrebbe portato al governo. Il famoso "programma di Salonicco" che in sintesi sosteneva "euro senza austerità". Un anno fa promise che avrebbe abolito il Memorandum (il secondo), domenica scorsa ha promesso che caccerà presto la Troika. Ma l'altro ieri chi parlava? Il presidente di un partito che dall'opposizione prometteva riforme improbabili, o l'ex primo ministro che ha firmato il terzo Memorandum, obtorto collo?

Firmato? Secondo lo stesso Tsipras, "obbligato a firmare". "Non ci siamo piegati — ha affermato pochi giorni fa — non ci siamo compromessi. Abbiamo raggiunto un compromesso per andare oltre. Ma non siamo noi le persone del compromesso. Noi siamo quelli che hanno opposto resistenza e che hanno voluto che il nostro popolo stesse fermo per combattere e per rivendicare i propri diritti". La sintesi di una delle linee guide della sua campagna elettorale.