BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ARRESTI IN BELGIO/ Jean: le misure anti-Isis costano di più degli attentati

Infophoto Infophoto

La magistratura è l’anello debole dell’Italia.

 

I compiti legati al contrasto del terrorismo trovano impreparati i nostri magistrati?

Il punto è che giudici e pm seguono spesso principi che sono abbastanza irrealistici. Non si possono assolutizzare valori pure importanti come la tutela della libertà personale. Questo però non toglie il fatto che qualche magistrato, per non avere problemi, preferisca glissare sul problema del terrorismo. E’ chiaramente il caso di quanto è successo a Palermo, dove il gip non voleva grane e di conseguenza ha messo in libertà una persona che sicuramente era pericolosa.

 

Ritiene che le misure anti-terrorismo vadano inasprite ulteriormente?

No, sono sufficienti le leggi che esistono già. Teniamo conto che nel 2014 i morti per terrorismo sono aumentati notevolmente, arrivando a 32mila, dei quali meno di 2mila in Occidente. In Europa e Stati Uniti sono quindi inferiori rispetto alle morti causate dai fulmini. Le opinioni pubbliche naturalmente non accettano di non essere protette dai governi, e gli interventi a tutela della sicurezza sono necessari per non fare precipitare il consenso dei governi.

 

Il problema della sicurezza è amplificato?

Sì. Le misure anti-terrorismo costano enormemente di più dei danni provocati dal terrorismo stesso: siamo nell’ordine di migliaia di volte in più, e non di centinaia o decine. L’allungamento dei tempi per imbarcarsi sugli aerei provoca all’economia mondiale un danno da 250 miliardi di dollari all’anno. Sicuramente le misure di sicurezza comprimono la minaccia terroristica, ma resta il fatto che sono estremamente costose. Le forze dell’ordine devono infatti difendere l’intero territorio nazionale per 24 ore al giorno, mentre il terrorismo sceglie l’obiettivo e il momento in cui attaccare come meglio crede.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.