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Esteri

DIARIO ARGENTINA/ La "sfida" Macri-Kirchner sulla giustizia

Cristina Kirchner (Infophoto)Cristina Kirchner (Infophoto)

E il primo processo contro la corruzione, che, come continuamente ricorda papa Francesco, “uccide”, si conclude con la condanna dei responsabili in Argentina, perché sono stati giudicati sia il Segretario dei Trasporti, Juan Pablo Schiavi (8 anni di prigione) che il suo predecessore Ricardo Jaime (6 anni), che, tra gli altri, gli impresari proprietari della linea, Sergio e Roque Cirigliano rispettivamente a 9 e a 5 anni. Pure il macchinista del treno, da molti ritenuto il “capro espiatorio” della tragedia sia per la sua inesperienza che per le condizioni del convoglio, ha ricevuto una condanna di 3 anni e 6 mesi.

Il verdetto, che ha stabilito altre 51 infrazioni a carico di altre persone e le cui condanne saranno effettive dopo la celebrazione dell’istanza di secondo grado, ha pure sentenziato che anche il ministro della Pianificazione del Governo kirchnerista, Julio de Vido, debba essere indagato per responsabilità oggettive nella tragedia, accogliendo le richieste dell’accusa.

Con l’ovvia soddisfazione dell’organizzazione delle vittime Once, costituitasi tre anni fa e che con esemplare costanza ha manifestato in tutto questo tempo, si è concluso questo primo ma importante atto al quale seguiranno altri, in una sorta di “Mani Pulite” argentina, che coinvolgono alte cariche dei 13 anni di governo kirchnerista, a cominciare dalla Presidente Cristina Fernandez de Kirchner e dal figlio Maximo, implicati nello scandalo finanziario denominato “Hotesur”, per i finanziamenti occulti provenienti dal Venezuela per la campagna elettorale 2008, per arrivare al vicepresidente Amado Budou coinvolto nella acquisizione da parte dello Stato della calcografica della famiglia Ciccone, un’impresa che stampava banconote.

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