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CAOS LIBIA/ Frattini: Renzi si prepari a bombardare lo stato islamico

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Si tratta di organizzare delle azioni mirate di bombardamento come in Siria, per colpire le basi dell’Isis in Libia. A differenza della Siria, il territorio libico è tracciabile più facilmente. Colpire una base di Daesh in mezzo al deserto come vicino a Sirte è più facile che non nel territorio siriano, che è molto urbanizzato. Oltre alle azioni mirate vedo con favore un’immediata azione di addestramento delle forze militari libiche. Questo presuppone l’esistenza di un governo libico, ma stando a quanto ha detto martedì il premier Al-Sarraj le truppe del generale Haftar saranno ufficialmente riconosciute.

 

Intanto sempre martedì c’è stato l’attentato a Istanbul. Lei come lo legge?

La Turchia paga il prezzo di alcuni comportamenti ambigui. Da un lato il Paese ha il merito di ospitare un milione e mezzo di rifugiati siriani. Dall’altra ha la colpa di essere stata lenta nello schierarsi contro Daesh. Erdogan alla fine ha capito che il suo nemico è il califfato, che anche martedì ha usato della generosità turca: l’attentatore aveva richiesto l’asilo usando gli strumenti della solidarietà per portare la morte.

 

Lei come valuta il comportamento di Erdogan?

Oggi Ankara dovrebbe sgombrare il campo dal contrasto con la Russia, il Paese che a parte gli occidentali più fortemente sta contribuendo a colpire Daesh. Eppure la Turchia considera la Russia quasi come un suo nemico. Questo è un comportamento che indebolisce Erdogan. Sia pure tardivamente, la Turchia ha iniziato a colpire il califfato, che ha reagito attaccando Istanbul, il cuore del paese. L’attentato ha però colpito anche un gruppo di turisti tedeschi, cioè il Paese che è stato in prima linea nel dare gli aiuti ad Ankara in relazione ai rifugiati.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
18/01/2016 - CAOS LIBIA/ Frattini: Renzi si prepari a bombardar (alberto servi)

Sulla scorta delle esperienze vissute credo ci sia bisogno di pareri pregni di buon senso e pragmaticamente degni di valore. Prenderei con le pinze l’opinione dell’ex ministro degli esteri Frattini che secondo me ha dato ampia dimostrazione di assenza d’ imprenditorialità diplomatica. Da Ministro degli Esteri avrebbe dovuto mantenere un quadro professionalmente approfondito della situazione pre-rivoluzionaria nella nostra ex colonia e la dovuta sollecitazione al Suo dipendente, l’ambasciatore d’Italia di stanza a Tripoli in occasione della visita di Stato, sono venute meno. I mezzi a disposizione per valutare l’identificazione dei problemi e l’involuzione geopolitica dei contrasti locali, dall’intelligence alla conoscenza del territorio, c’erano tutti. Si sarebbe impedito al nostro presidente del Consiglio nel Marzo del 2010, la magra figura diffusa in ogni angolo del Pianeta della poco dignitosa consuetudine B.L.M (bacio le mani). L’allontanamento repentino dell’Ambasciatore e del sig. Ministro, come da più parti sollecitato avrebbe lenito la nostra frustrazione.