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SCENARI/ Le stragi di Isis e al Qaeda chiamano Obama e Putin a un nuovo accordo

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L'eccidio compiuto dall'Isis in Siria a Deir al-Zour ha oscurato il sanguinoso attacco di al Qaeda nella capitale del Burkina Faso, smentendo apparentemente chi interpretava gli attacchi in Francia come prove di debolezza del califfato in Siria ed Iraq. Deir al-Zour è una importante città nella Siria orientale, nota per essere stata uno dei punti terminali della deportazione degli armeni ad opera dell'Impero ottomano, nei cui campi di concentramento sono state uccise decine di migliaia di sopravvissuti alla "marcia della fame". Il mausoleo che ricordava questi avvenimenti è stato fatto saltare dall'Isis nel settembre 2014, in uno degli attacchi per impadronirsi della città, punto di collegamento tra la capitale dello stato islamico, Raqqa, e le zone occupate dal califfato in Iraq.

L'Isis è riuscita ad occupare i dintorni e buona parte della città, sottraendola a gruppi ribelli e ai governativi, che però hanno mantenuto il controllo di alcuni sobborghi e dell'aeroporto.  Le notizie su quest'ultimo attacco sono discordanti e vanno da 150 uccisi, militari e loro famiglie, secondo fonti locali ai circa trecento riportati da fonti vicine al governo di Damasco. Inoltre, sembra che 400 civili siano stati sequestrati dai miliziani islamici.

I civili nelle aree sotto assedio dell'Isis sono ridotti in gravissime condizioni e si parla di diversi casi di morti per fame, per cui i russi hanno cominciato a paracadutare soccorsi umanitari in queste zone. E' una tragedia che si ripete in altre parti del Paese, in cittadine e villaggi assediati da ribelli o da governativi, come a Madaya in cui 40mila persone sono a rischio a causa dell'assedio delle forze governative. Secondo Medici senza Frontiere, che qui gestiscono un ospedale, vi sono già state decine di morti per fame, malgrado negli scorsi giorni siano stati fatti passare dei convogli con aiuti umanitari.

Le potenze che dovrebbero riunirsi il 25 di gennaio per discutere della situazione siriana non hanno bisogno di ulteriori prove sulla necessità di arrivare molto rapidamente ad un accordo, sia pure per un semplice cessate il fuoco tra ribelli e governativi, per portare sollievo alle loro martoriate popolazioni e isolare gli estremisti. I lunghi anni di guerra civile hanno dimostrato come Isis e al-Qaeda siano nemici di entrambi i fronti siriani e ogni possibile soluzione passi attraverso un qualche accordo tra il governo di Damasco e i ribelli che non si riconoscono nelle due organizzazioni citate.

La situazione generale della regione dovrebbe spingere le potenze globali, Stati Uniti e Russia, e quelle locali, Arabia Saudita, Turchia e Iran, a ritenere un accordo sulla Siria più vantaggioso che continuare in una disastrosa guerra per procura sul territorio siriano. Isis e al Qaeda, alleandosi tra loro o combattendosi a seconda delle convenienze, costituiscono una minaccia pericolosissima per tutte le parti in causa. 



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