BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS LIBIA/ L'esperto: attaccare l'Isis sarebbe un errore, bisogna sostenere Al Serraj

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Dipende. Ci sono dei libici che lo vedrebbero come un supporto assolutamente positivo a un processo di ricostruzione nazionale, e altri libici che lo vedrebbero come l’apparizione del diavolo.

 

Quali dovrebbero essere secondo lei cornice e obiettivi dell’intervento?

Un intervento dovrebbe avere una cornice temporale molto chiara e una missione molto definita. E’ una scelta politica.

 

L’obiettivo sarebbe l’eliminazione dell’Isis?

No. Un conto è una missione a supporto della ricostruzione delle infrastrutture governative, un altro conto è una pura missione di combattimento. Ciò di cui si sta parlando è del primo tipo di missione, mentre non mi pare che si stia discutendo di una missione di esclusivo combattimento.

 

Di quanti uomini ci sarà bisogno?

Prima di tutto occorre definire quale sarà la missione, cioè che cosa si va a fare e per quanto tempo. Solo dopo si potrà parlare di numeri. I governi definiscono la missione e la modalità, e poi gli stati maggiori valutano quale debba essere la composizione del contingente.

 

Quanto tempo ci vorrà prima di un intervento occidentale in Libia?

La speranza è che i libici non ne abbiano bisogno. L’ideale sarebbe che il governo di Al-Sarraj ce la faccia da solo, mentre se dovesse incontrare delle difficoltà particolari ciò farà sì che divenga necessario l’intervento di una coalizione internazionale.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
19/01/2016 - Caos Libia (delfini paolo)

Su basi utopistiche spero che l'Italia non aderisca ad iniziative con gli pseudoalleati di Francia, Germania, Gb, Usa. Quando attaccarono e distrussero la Libia di Gheddafi ci hanno purtroppo coinvolto, adesso paghiamo le conseguenze.