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DALLA GRECIA/ Pensioni ed elezioni, Tsipras gioca in difesa

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Alexis Tsipras (Infophoto)  Alexis Tsipras (Infophoto)

Questo cambiamento ha già messo in moto una manovra di difesa: il governo sta elaborando il progetto di una nuova legge elettorale. Come da consuetudine, quando un governo si trova con le spalle al muro inizia a redigere una nuova legge che le sia favorevole. Questa volta si parla di un progetto che diminuisca il premio di maggioranza (non più 50 parlamentari, ma 20-30), lo scorporo delle grandi circoscrizioni e un abbassamento della percentuale di ingresso in Parlamento che favorirebbe il suo alleato di destra. Tsipras ha già chiesto l'aiuto del Partito comunista: con i suoi voti si arriverebbe alla maggioranza qualificata (180) che permetterebbe alla nuova legge di entrare in vigore già nella prossima tornata elettorale. Questa mossa rimanda alla Grecia di Andreas Papandreou: quando il suo governo era in difficoltà, ecco uscire dal cilindro una nuova legge elettorale.

Ma queste sono battaglie difensive per distrarre l'attenzione. Che poi: quale attenzione? L'opinione pubblica è molto critica, la gente ironizza, i giovani sono certi che non avranno mai una pensione. Gli investimenti latitano. E quelli attivi vengono penalizzati. "Avete perso la vostra coscienza di classe", ha rimproverato ai minatori della Eldorado Gold che protestavano contro il governo, il ministro Skurletis, il "deus ex machina" che ha indotto la società mineraria canadese a sospendere i lavori nelle miniere d'oro a Skuries in Calcidica, fino a quando il governo non avrà assunto una posizione chiara. A rischio ci sono 2000 posti di lavoro, senza contare l'indotto. Persino i comunisti - quelli duri, puri e onesti - si sono scagliati contro le decisioni del governo: non si tratta, dicono, di favorire il "capitale", ma di salvaguardare il posto di lavoro.

È la sinistra "onirica". Quella che ancora non ha metabolizzato il senso del governare, il peso della responsabilità, tantomeno il valore politico delle parole. Nel luglio scorso ha dato comunque il meglio di sé, quando ha confuso il palazzo della Zecca di Stato con il Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo. A riportare alla ribalta il progetto dei ribaldi comunisti è stato il governatore della Banca centrale di Grecia, Jannis Sturnaras. In sintesi. L'ala sinistra del governo, la "piattaforma di sinistra", voleva occupare la Zecca, impossessarsi dei 22 miliardi depositati e dare corso a un'avventura politica che avrebbe portato la Grecia al disastro, perché quelle monete sarebbero state dichiarate fuori corso. Anche queste fughe in avanti fanno parte della tradizione politica ellenica - l'ultima ha aperto le caserme dei colonnelli. 

Altri dettagli stanno venendo alla luce in questi giorni, ma la notizia era già nota a luglio. Riunioni dei cospiratori, allarme alla Banca Centrale, decisione del governo di affidare il controllo dell'edificio ai servizi segreti (e perché non all'esercito). Dunque Tsipras sapeva. Varoufakis ha dichiarato di non sapere. E la magistratura? Per ora è assente. E una commissione parlamentare? I deputati hanno altro cui pensare. Meglio la rimozione politica. Come da tradizione.



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COMMENTI
20/01/2016 - Grecia (delfini paolo)

Il governo tsipras è stato una sciagura per la Grecia,il ritorno dei liberali sarebbe la dipartita della Grecia stessa.