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DALLA GRECIA/ Pensioni ed elezioni, Tsipras gioca in difesa

Oltre che con il pressing della Troika sulle pensioni, dice SERGIO COGGIOLA, per Tsipras sembra essersi aperto anche il fronte interno. Il Premier pensa a una nuova legge elettorale

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Rispedito al mittente. "Avevamo chiesto una mucca e ci hanno recapitato una gatta", avrebbe commentato un alto funzionario europeo a proposito del progetto di legge sulla riforma del sistema pensionistico inviato da Atene a Bruxelles. La Troika, con in prima linea il Fmi, sostiene che il progetto di legge non riporta tabelle specifiche dei costi, che la pensione minima di 384 euro deve essere ulteriormente ridotta, che le trattenute a carico del datore di lavoro vanno aumentate di un solo punto percentuale, ecc. Insomma, al Fmi proprio non piace e lo ha fatto sapere tramite indiscrezioni. 

Si sta profilando un altro scontro tra Atene e Fmi? Il ministro delle Finanze, Efklidis Tsakalotos, ha chiesto al Fondo di prendere una posizione precisa e ufficiale al riguardo e ha aggiunto che "l'Europa non sopporterebbe un'altra crisi ellenica". A Bruxelles invece sussurrano che la Grecia non è più una voce significativa nell'agenda europea.

Attualmente il carico pensionistico "pesa" per il 16,2% sul Pil, ma il Fmi insiste nell'esigere un ulteriore taglio per rendere sostenibile la riforma e come condizione essenziale alla sua partecipazione al terzo salvataggio e alla futura discussione sulla riduzione del debito. I creditori chiedono inoltre dati precisi sul bilancio statale 2016 e aggiungono che l'aumento del Fpa (Iva) e l'aumento dei contributi sanitari non colmano un buco di bilancio che dovrebbe aggirarsi sui 900 milioni. Dunque slitta tutto il calendario. Alla voce valutazione da parte della Troika non è prevista ancora una data certa. E poi quanto durerà? Sarà positiva? Oppure verranno chieste ad Atene ulteriori "correzioni".

Queste le notizie dal fronte estero. Ben più grave la situazione sul fronte interno. Il progetto di riforma proprio non piace a nessuno, anche se possiede alcuni "trucchi" che rimandano al 2018 il sostanziale taglio delle pensioni. Anzi, il governo insiste nel sostenere che proprio dal 2018 le pensioni potrebbero anche aumentare. Da ieri, il governo si trova ad assistere a una catena di scioperi e manifestazioni. Da ieri, infatti, gli avvocati sono "assenti" dai Tribunali. Fino a quando? Non hanno ancora stabilito la data. Ieri era la volta dei pensionati che hanno bloccato il centro di Atene. Domani è la volta degli agricoltori che con i loro trattori taglieranno in due il Paese perché bloccheranno la strada nella gola di Tembi che unisce il sud del Paese con la Tessaglia, il granaio della Grecia, famosa per la più altra concentrazione di Porsche Cayenne in rapporto al numero di abitanti. Già, perché il governo oltre alla riforma delle pensioni deve varare la nuova legge sulla tassazione degli agricoltori. Un secondo macigno difficile da sollevare.

L'anno che verrà. Tutta la sinistra aspettava il 2015 per toccare il cielo e arrivare nelle stanze del potere. L'anno è trascorso con i risultati noti a tutti e con delle scelte politiche e diplomatiche  di cui ancora oggi non sono chiare le conseguenze. Quella che doveva passare alla storia come la "rivoluzione di luglio"  (trionfo del neo-populismo, referendum e ipotesi della moneta parallela) si è trasformata nella più cocente sconfitta della sinistra. L'anno che verrà, il 2016, riserverà non poche sorprese. Sicuramente registrerà la fine della "innocenza" della sinistra. E poi la prima è stata la vittoria del liberale Kyriakos Mitzotakis che permetterà alla classe media e agli imprenditori di ricompattarsi su un preciso progetto di sviluppo della Grecia. 


COMMENTI
20/01/2016 - Grecia (delfini paolo)

Il governo tsipras è stato una sciagura per la Grecia,il ritorno dei liberali sarebbe la dipartita della Grecia stessa.