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CAOS LIBIA/ Micalessin: l'Italia finirà ai margini come nel 2011

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Se un governo non riesce neanche ad arrivare nella capitale designata, si può pensare che abbia l’autorità per richiedere un’operazione internazionale? Si rischia la farsa, perché andremo ad autorizzare l’intervento su richiesta di un governo che non è neanche capace di mettere piede nel proprio Paese.

 

Nel frattempo come si stanno muovendo i principali Paesi occidentali?

Gli Stati Uniti sarebbero gli unici in grado di garantire la profondità strategica per un intervento in un Paese grande tre volte la Francia. Per Washington però la Libia non è decisiva quanto Siria e Iraq. Parigi d’altra parte ha interessi che non coincidono con quelli italiani, e lo stesso vale anche per il Regno Unito. Ricordiamoci che sia la francese Total sia l’inglese BP guardano con malcelato interesse a gas e petrolio libico che fino a oggi l’Eni ha sfruttato meglio di tanti altri. E poi c’è l’Italia, tradizionalmente il Paese con il ruolo più importante in Libia.

 

L’Italia riuscirà a giocare un ruolo nell’intervento occidentale in Libia?

La posizione del governo Renzi ricorda vagamente quella del Berlusconi che nel 2011 si ritrovò isolato in ambito europeo e internazionale. Allora l’Italia dovette assistere all’intervento contro Gheddafi senza poter esercitare alcun ruolo. Oggi vedo il rischio di una situazione molto simile. C’è un’Europa che tende a emarginare il governo Renzi e non vorrei che l’intervento occidentale in Libia iniziasse con un’Italia messa all’angolo dai suoi stessi alleati.

 

(Pietro Vernizzi)

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