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Esteri

DALLA GRECIA/ I numeri pronti a rovinare la "festa" di Tsipras

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

Più in generale, otto milioni e mezzo di contribuenti hanno dichiarato un reddito complessivo di 73,93 miliardi euro (un po' meno del 50% del Pil). Di questi, 32 derivano da stipendi e 24,6 dalle pensioni. La somma rappresenta circa il 77% del totale.  Scorporando i  dati: 280 mila hanno dichiarato un reddito annuale fino a 1000 euro, 1.165.650 fino a 5000 euro, 1.608.859 fino a 10000 euro, 1.023.317 fino a 15000 euro. E poi i "ricchi". 788.812 fino a 20 mila euro, 476.416 fino a 50 mila. 

E veniamo agli agricoltori che in questi giorni stanno protestando e bloccando tutte le principali arterie del Paese. Sono 432 mila, e hanno dichiarato un reddito complessivo di 1,34 miliardi di euro. Tre su cinque hanno scritto sulla cartella che hanno entrate inferiori ai 5000 euro. Per loro, il governo sta preparando una legge fiscale e previdenziale che proprio non piace. E sono molto "arrabbiati" e determinati a restare sulle strade per giorni.

Comunque sia, il 25 gennaio forse non sarà un anniversario trionfante per Tsipras e il suo governo, ormai da giorni sotto pressione da parte della società, dei creditori e dell'opinione pubblica che sferra violenti colpi polemici sulle nomine di parenti e amici in uffici governativi. E per il 4 febbraio è previsto lo sciopero generale contro la riforma delle pensioni, progetto che crea attriti tra Atene, Bruxelles e Fmi e che fa scricchiolare le fondamenta di Syriza. Lo stallo sulla discussione della riforma delle pensioni (progetto che non piace ai creditori) sta ritardando la tabella di marcia dell'esecutivo, ancora convinto che nel secondo semestre di quest'anno il Paese tornerà allo sviluppo. "Credo che il 2016 sarà l'anno in cui la Grecia stupirà la comunità economica mondiale", ha affermato il primo ministro da Davos, dove si sta sottoponendo al "crash test" dei creditori.  Nel frattempo, ha chiuso i battenti un'altra fabbrica: 153 operai disoccupati, e il tasso di disoccupazione, soltanto per gli iscritti nelle liste di collocamento, è aumentato,  a dicembre, dell'1,7%.

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