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DALLA GRECIA/ I numeri pronti a rovinare la "festa" di Tsipras

Pubblicazione:venerdì 22 gennaio 2016

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Lunedì prossimo, 25 gennaio, si chiuderà il primo anno del governo di sinistra, o meglio di sinistra-destra. Sono previsti festeggiamenti? Chissà, di sicuro saranno in molti a redigere un bilancio di questo primo anniversario. I sostenitori  - sono semplici congetture - diranno che la sinistra ha introdotto un nuovo paradigma politico, che ha instaurato un diverso approccio alla giustizia sociale, che questo governo continuerà la sua lotta contro la corruzione, il clientelismo e l'evasione fiscale. I detrattori che forse Syriza si è dimostrato una "bolla" politica. A rovinare la festa saranno le proteste, i sondaggi, i creditori e da ultimo Yanis Varoufakis. 

In una lunga intervista televisiva, l'ex ministro ha parlato di un "Plan X" qualora l'Europa avesse espulso la Grecia dalla moneta unica. Ha aggiunto che Atene aveva a disposizione un'arma "pesante": la ristrutturazione dei 27 miliardi di titoli di Stato in possesso della Bce e che la Cina era pronta ad aiutare Atene, ma una telefonata della Merkel a Pechino bloccò le trattative. E poi tante rivelazioni: ad esempio, che lui non era d'accordo sul referendum.  

Rivelazioni sui primi sette mesi di governo Tsipras che portano alla conclusione che il Paese stava andando verso la catastrofe, sommerso dai debiti, da bugie e dilettantismo politico e diplomatico. Il governo si è limitato a commentare che Varoufakis ha già dimostrato la sua "credibilità", senza entrare nello specifico del contenuto dell'intervista. Eppure, soltanto nello scorso aprile, Tsipras aveva dichiarato che Varoufakis era il "valore aggiunto" del governo. "Sa discutere di economia meglio dei suoi interlocutori". Lui, per sette mesi si è occupato di alta strategia, mentre il Paese esauriva le sue ultime risorse. Un anno dopo il governo si ritrova impegnato sullo stesso fronte e fino a prova contraria su queste tre voci (corruzione, il clientelismo e l'evasione fiscale) l'incisività dell'esecutivo è ancora tutta da verificare. Leggi specifiche al riguardo non  sono state ancora varate, ma nel frattempo si sta discutendo circa una nuova legge elettorale "più giusta", cioè più proporzionale. 

È la società che lo vuole? No, forse è la paura del governo di fronte agli ultimi sondaggi che indicano un cambiamento nelle scelte degli elettori. Gli ultimi due dicono che, dopo l'elezione a presidente di Kyriakos Mitzotakis, Nea Demokratia, il partito di centro-destra, è balzato al primo  posto nelle preferenze di voto, con un distacco che oscilla tra il 2% e il 4,5% rispetto a Syriza. 

Per ritornare all'evasione fiscale, al momento non sono previste misure o leggi per il suo ridimensionamento. A dirlo sono i dati, forniti dal ministero delle Finanze, sui redditi dichiarati dai greci per l'anno 2015. Ed ecco i numeri che confermano una lunga tradizione di evasione di alcune categorie. Su 495.019 liberi professionisti, otto su dieci hanno dichiarato un reddito inferiore ai 15 mila euro, tre su cinque fino a 5 mila euro e soltanto 67 hanno dichiarato un utile superiore al  mezzo milione. D'altra parte perché dare loro torto quando il controllo fiscale è inesistente. 


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