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DALLA GRECIA/ Il "bilancio" (in rosso) di un anno di Tsipras

Pubblicazione:martedì 26 gennaio 2016

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Che cosa sia veramente successo nei primi sette mesi del 2015 - fino al 5 luglio, giorno del referendum -  ancora non è ancora chiaro, non ci vorrà molto tempo per sapere quali furono tutte le mosse del governo Tsipras. Le mosse future sono invece vincolanti: legge sulla riforma del sistema previdenziale, altrimenti tra cinque anni crollerà. E legge sulla riforma della tassazione e le pensioni degli agricoltori. Senza queste due votazioni non si mette in moto la prima "valutazione" del terzo Memorandum, senza "valutazione" positiva non si può parlare di alleggerimento del debito. E se la tabella di marcia si blocca, tutta la strategia del governo si sfarina. Tuttavia, Tsipras, sembra che non abbia ancora preso atto della realtà, altrimenti domenica scorsa, anziché parlare alla sua "claque" con le bandiere rosse, avrebbe dovuto rivolgersi all'intera società usando parole chiare, comprensibili  e condivisibili.

Un anno dopo, il governo si trova in un vicolo cieco, deve affrontare una massiccia ondata di proteste (ieri era la volta dei medici ospedalieri), deve ricevere la Troika che si porta in borsa proposte di altri tagli alle pensioni e ai diritti del lavoro. Klaus Regling, capo dell'Esm, in un'intervista ha dichiarato che la Grecia "prima o poi avrà bisogno di un ulteriore sostegno economico". Di conseguenza Tsipras sarà costretto a continuare le trattative con i creditori.Purtroppo, poiché  il governo è ancora in fase di negoziazione e il Paese in attesa, il discorso di domenica sera contro i "nemici esterni" e la glorificazione "battaglia della sinistra per la democrazia" è un "déjà vu" inebriante per alcuni e paralizzante per altri.



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