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DALLA CINA/ Sisci: Kim Jong-un è totalmente fuori controllo

Pubblicazione:venerdì 8 gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 8 gennaio 2016, 11.06

Xi Jinping, presidente della Cina (Infophoto) Xi Jinping, presidente della Cina (Infophoto)

CINA E CROLLO BORSE: DI CHI E' LA COLPA? Altro che complicità con Pechino: Kim Jong-un oggi è un pericolo innanzitutto per la Cina, e lo dimostra prima di ogni altra cosa il tonfo di ieri delle borse cinesi. A dirlo è Francesco Sisci, giornalista, editorialista di Asia Times e del Sole 24 Ore, professore onorario dell'Accademia cinese di scienze sociali (Cass). "Pyongyang — spiega Sisci, commentando l'ultimo test nucleare nordcoreano (un ordigno a idrogeno miniaturizzato, secondo il Nord) — ha imparato dal compromesso americano con l'Iran che se si spinge abbastanza, per abbastanza tempo, l'America alla fine concederà alla Nord Corea lo status di potenza nucleare".

Sisci, dalla distanza è impossibile o molto difficile ipotizzare che Pechino non sapesse o non abbia chiuso un occhio su quanto voleva fare Kim Jong-un.
No, la Cina non sapeva niente dell'esperimento nucleare. Inoltre la stampa cinese è intervenuta in maniera molto forte contro il test, spiegando che esso è inutile per la sicurezza della Nord Corea, che si riduce unicamente alla ricerca di una forma di supremazia nella regione e che mette in pericolo direttamente la Cina.

In altri termini...
Deng Yuwen, un esperto di Nord Corea, ha detto che c'è la distinta possibilità che Pyongyang usi l'arma atomica per ricattare la Cina.

Difficile crederlo, almeno dal punto di vista militare. Una forma estrema di pressione per farsi aiutare da Pechino?
In occidente si continua a sottolineare l'ambiguità dei rapporti tra Cina e Nord Corea, ma se così fosse gli eventi parlerebbero a favore della Cina. Oggi (ieri, ndr) invece le borse cinesi sono scese a picco. Che interesse avrebbe Pechino a usare Pyongyang sottostimando una conseguenza come quella che si è puntualmente verificata? Sembra quasi che Pyongyang lo abbia fatto apposta, come un dispetto alla Cina. Infine l'esperimento è arrivato due giorni dopo il crollo della Borsa cinese. Certo era stato preparato da tempo, ma in questa situazione Pyongyang avrebbe potuto aspettare per dare respiro alla Cina. Non ha fatto così e come minimo non si è curata di peggiorare la situazione della Cina — o forse era proprio quello che sperava di fare.

Probabile che l'Onu inasprisca le sanzioni. E' la via giusta? 
A questo proposito non ci sono strade chiare. La via delle sanzioni è incerta anche perché potrebbe spingere il Nord contro la Cina e alla fine far crollare Pyongyang, obbligando il Sud ad accollarsi il disastro di oltre 20 milioni di profughi, cosa che potrebbe affossare l'economia del sud per decenni.

Viene invece il sospetto che sia proprio questo che la Cina non vuole: una riunificazione, anche ad alto prezzo, delle due Coree.


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