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ALLARME TERRORISMO/ Eid: siamo tutti a rischio Belgio

Pubblicazione:sabato 9 gennaio 2016

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Se questo non è possibile, il secondo obiettivo deve diventare quello di aiutare i profughi che fuggono dalle guerre a rimanere in Paesi il più possibile vicini al loro. L’Europa dovrebbe quindi cercare di aiutare gli Stati confinanti con la Siria. Il Libano per esempio è un Paese da quattro milioni di abitanti che accoglie un milione e mezzo di siriani.

 

Con quali conseguenze?

Le scuole pubbliche sono strapiene e fanno il doppio turno per poter dare un’istruzione a 200mila studenti siriani, ma non hanno le capacità economiche per sostenere questi ritmi. Lo stesso vale per quanti sono arrivati in Giordania o in Turchia. Più stanno vicini al loro Paese d’origine e maggiori sono le possibilità che ritornino. Mentre accoglierli in Belgio, se non in Australia e Canada, significa spesso sradicarli definitivamente.

 

La Slovacchia ha detto che vuole accogliere solo i cristiani. Lei che cosa ne pensa?

Anche per quanto riguarda i cristiani di Siria e Iraq, l’accoglienza in Europa resta una soluzione di ripiego. I vescovi arabi non si stancano di ripetere che il vero obiettivo è quello di rendere nuovamente il Medio Oriente una regione vivibile per tutti. Io non voglio che i cristiani del Medio Oriente si sentano spinti dagli stessi Paesi europei a fuggire dalle loro case. E se per loro integrarsi in Occidente sarebbe comunque difficile, figuriamoci per un musulmano.

 

(Pietro Vernizzi)



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