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TRUMP vs CLINTON / Il dibattito: Hillary ora vola nei sondaggi, Ryan non difenderà più Donald (Risultato Elezioni Usa 2016, oggi 10 ottobre)

Elezioni Usa 2016: domani notte andrà in scena il secondo dibattito televisivo tra Hillary Clinton e Donald Trump. La guida completa su ciò che bisogna sapere per non arrivare impreparati.

Clinton e Trump (Foto: Lapresse) Clinton e Trump (Foto: Lapresse)

Sta crescendo il vantaggio di Hillary Clinton su Donald Trump: a riportarlo è un nuovo sondaggio Nbc/Wsj, realizzato prima del secondo dibattito televisivo tra i candidati alla Casa Bianca e dopo le frasi sessiste del repubblicano. La rivelazione è stata condotta tra sabato e domenica ed è emerso che Hillary Clinton è al 46%, mentre Donald Trump è al 35% di preferenze. Intanto Paul Ryan ha annunciato che smetterà di difendere il candidato repubblicano. E' quanto emerso dalla riunione a porte chiuse che il portavoce repubblicano alla Camera ha avuto in mattinata con i deputati del Grand Old Party. La priorità di Paul Ryan è di mantenere la maggioranza dei repubblicani al Congresso, perché gli "scivoloni" di Donald Trump potrebbero far perdere al partito anche il controllo della Camera oltre che le elezioni. L'endorsement per Donald Trump, però, non è stato ritirato ufficialmente. Oltre all'elezione del nuovo presidente degli Stati uniti, infatti, cambieranno anche i deputati della Camera dei Rappresentanti, 34 senatori su 100 e 12 governatori su 50.

Il giorno dopo lo scontro Trump vs Clinton l’America intera se non il mondo giudica, guarda e analizza il dibattito in tv seguito da un miliardo di persone in tutto il globo: la campagna elettorale negli Usa sta prendendo una piega sempre più “tragica” per quanto almeno i media americani presentano la corsa alla Casa Bianca dello “spauracchio” Trump. Dopo ieri sera però arriva un dietrofront dello staff del magnate immobiliare rispetto all’accusa più forte fatta da Trump ieri sera contro la candidata democratica. «E' semplicemente positivo che qualcuno con il carattere di Donald Trump non sia responsabile della legge nel nostro Paese», aveva lanciato Hillary, mentre Trump aveva risposto in maniera durissima, «certo, perché se non saresti in galera». Ora arriva la rettifica, che suona più come un tentativo di “scuse” rispetto a quanto affermato in diretta: «Hillary in prigione? Solo una battuta, non una minaccia». La querele finisce qui? Molto, molto difficile…

Se Donald Trump e Hillary Clinton hanno dato vita ad uno dei dibattiti in diretta tv più duri della storia politica mondiale, non si può dire certo che la cassa di risonanza rispetto ai due candidi sia eguale. È il magnate ad essere protagonista nel bene e sopratutto del male nei sondaggi, nei commenti e nei giudizi del giorno dopo il grande “show” per la campagna elettorale americana. A meno di due mesi dal voto, Trump vede ancora di più l’attacco totale dalle star di Hollywood fino ai vip Usa, dai partiti sia Democratico che Repubblicano fino ad arrivare alla dura e lunga campagna mediatica contro le sue affermazioni, spesso eccessive. Attacchi sessisti negli anni scorsi sono stati fatti uscire come una bomba ad orologeria nel momento giusto, a poco dalle elezioni, in modo che l’opinione pubblica possa vedere anche altri lati di Trump. Video, audio, ancora oggi un video pubblicato da Cnn che mostra una intervista di The Donald in cui loda l’audacia e forza di Hillary Clinton. Gli attacchi arrivano anche dal mondo della musica, con l’ex Pink Floyd Rogers Waters che segue le orme di Robert De Niro: «ignorante, bugiardo, razzista, sessista, Donald Trump è un porco», ha detto davanti a migliaia di americani scorsi al Desert Trip, la festa del rock Usa in corso in California. Un fronte ormai sempre più unico: riuscirà a far breccia lo stesso negli elettori il candidato repubblicano?

Il dibattito tra Trump e Clinton è stato il più twittato della storia: questo conferma il grande interesse che era attorno al confronto in tv, il secondo, per la campagna elettorale verso la Casa Bianca: ha vinto, seppur di poco, ancora Hillary anche se ha mancato il decisivo colpo del ko (e potrebbe pentirsene tra qualche settimana). Non è riuscita a schiacciare il nemico mai così in difficoltà e anzi, ha quasi “permesso” la reazione del magnate repubblicano: le accuse di sessismo hanno certamente fatto la parte grossa del dibattito, specie nei primi 20-30 minuti ma è proprio lì che la Clinton ha mancato il colpo decisivo. «Sarò anche stata in disaccordo con i precedenti candidati repubblicani, ma non ho mai messo in dubbio la loro adeguatezza ad essere presidenti. Non è così per Trump. Quello che abbiamo visto e sentito venerdì era Donald che parlava delle donne, cosa pensa delle donne, cosa fa alle donne. E ha detto che quel video non rappresenta chi è veramente. Secondo me rappresenta esattamente chi è», ha lanciato la moglie di Bill Clinton, ribadendo poi che Trump non prende di mira solo le donne, ma anche i migranti, i latinos, i prigionieri di guerra, musulmani e tanti altri ancora. La reazione? Durissima e altrettanto choc: «quelle di Clinton sono solo parole, parole: Diversamente da lei, lui "aiuterò gli afroamericani, i sudamericani, gli ispanici e le città povere». The Donald ha poi lanciato l’offensiva contro la Clinton, come prevedibile, tirando in ballo il passato imbarazzante del marito ex presidente degli Stati Uniti: «io mi scuso per quanto detto, ma le mie sono solo chiacchiere da spogliatoio. C’è chi ha fatto peggio delle parole, ha fatto azioni: Bill Clinton non c'è stato nessuno nella storia della politica di questa nazione che è stato così violento con le donne. Non solo, la candidata democratica ha preso di mira coloro che anche qui nel pubblico sono pronte ad accusare Bill di violenze e abusi sessuali».

Il dibattito Clinton-Trump, il secondo che riguardava la campagna elettorale Usa, ha visto la vittoria della candidata democratica, anche se non ha stracciato l’avversario, non ha colpito come avrebbe potuto e voluto, e questo gli americani lo hanno notato. Si è probabilmente di fronte, dal punto di vista comunicativo, a due candidati non perfetti né tantomeno immuni da mancanze: piuttosto scarsi come leader comunicativi - Obama è di tutt’altro spessore, anche se poi bisogna vedere alla prova dei fatti cosa viene trasmesso e cosa viene soprattutto fatto, e qui Barack scricchiola - e per questo motivo anche il secondo dibattito, quello dei veleni e delle accuse sui video sessisti di Trump, si è chiuso non con una netta vittoria per la candidata più in lizza, appunto la moglie di Bill Clinton. Hillary non ha inciso e secondo la Cnn, con il primo sondaggio a caldo, avrebbe prevalso senza esagerare con “Donald Trump andato ampiamente oltre le aspettative scarse della vigilia”. Risultato certo dunque? Ancora no, bisognerà a questo punto attendere il terzo e ultimo confronto in tv tra i due contendenti alla Casa Bianca.

Si è concluso poco fa il secondo dibattito tra Hillary Clinton e Donald Trump, candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Inizio elettrizzante con i due avversari che non si stringono la mano partendo subito all'attacco. La Clinton cerca subito di mettere in difficoltà il repubblicano acccusandolo di sessimo per le parole utilizzate nei confronti delle donne 11 anni fa, come mostrato pochi giorni fa da un video postato dal Washington Post. Trump si fa trovare pronto scusandosi ma rimarcando che le sue erano soltanto parole mentre qualcun'altro ha fatto ben peggio, ovvero fatti. Il newyorchese punta il dito contro Bill Clinton sottolineando la presenza in platea di 4 donne, pronte ad accusare l'ex presidente di violenze sessuali. Animi accesi, gravi accuse e tanto nervosismo. Gli animi non si placano quando i due moderatori incalzano la democratica sulle 30 mila email cancellate. Si parla anche di sanità con Trump che critica l'ObamaCare per gli eccessivi costi mentre la Clinton ricorda come 20 milioni di americani grazie a quella riforma ora hanno un'assicurazione sanitaria. Seguono domande sul tema giustizia, islamofobia, immigrazione clandestina, Siria, Russia, tasse ed energia. Particolarmente accesi i toni durante l'analisi del tema Siria con la Clinton che accusa Trump di ricevere finanziamenti dal Cremlino mentre Trump nega e punta il dito contro la politica estera condotta negli ultimi anni dall'ex segretario di stato. Una delle più importanti campagne presidenziali degli Stati Uniti si concluderà con l'ultimo confronto televisivo, previsto il 19 ottobre presso l'University of Nevada, a Las Vegas.

Anderson Cooper chiede spiegazioni alla Clinton per l'appellativo "deplorable" attribuito agli elettori di Trump. La candidata risponde che è Trump quelle che ha accesso la campagna con offese e accuse. "Il linguaggio di Trump è incivile" - chiude la Clinton. Il repubblicano risponde sottolineando l'incapacità dell'avversario politico già mostrata nella vicenda Benghazi. L'ex first lady risponde che in quella situazione non ha sbagliato e che negli anni politici ha già fatto vedere come sia capace sui temi economici e internazionali. Una donna dal pubblico propone la issue giustizia. La Clinton risponde che occorre inserire a capo della Corte Suprema una persona esente da conflitti d'interesse. Trump elogia Antonin Scalia, giudice della Corte Suprema scomparso questo febbraio, affermando che vorrebbe al suo posto una persona dello stesso calibro. Il repubblicano non perde l'occasione per sfidare l'avversario facendo leva sui cospicui finanziamenti ricevuti dalla Clinton. Altra domanda dal pubblico: la questione energetica. Il tycoon newyorchese rimarca gli errori dell'amministrazione in carica, sottolinea la sua intenzione di investire nel "carbone pulito" e promette rimedi efficaci verso il dumping cinese. La democratica propone maggiore indipendenza dal Medio Oriente rimediando con continui investimenti a favore delle aziende che puntano sulle energie rinnovabili. Segue una domanda su un possibile elogio nei confronti dello sfidante. La Clinton dice che rispetta i figli dell'avversario suggerendo che non possano essere sempre d'accordo con le espressioni usate dal padre. Trump ringrazia per i complimenti riservati ai suoi figli dicendo che la Clinton è molto tenace e non molla mai. Si chiude qui. Stretta di mano tra i due candidati e appuntamento tra 9 giorni alla University of Nevada, a Las Vegas.

Si conferma frequente il tentativo dei due candidati di pescare voti dalle fila altrui. Trump cita ancora Sanders, la Clinton ricorda le numerose collaborazioni alla Camera con i repubblicani. La Raddatz propone intanto il tema della guerra in Siria chiedendo delucidazioni su un eventuale intervento americano. La Clinton accusa Mosca per i suoi continui attacchi aerei su Aleppo. L'ex segretario di stato chiede una no fly zone e promette un duro richiamo per la Russia e per le sue aggressioni sul territorio siriano. "Ci vorrebbe un'indagine nei confronti della Russia per crimini di guerra" - chiude la Clinton. Il repubblicano risponde: "Lei era segretario di stato, non se lo dimentichi. Il programma nucleare statunitense nostro è fermo, quello russo va avanti. Lei parla in favore dei ribelli in Siria e contro Putin e Assad ma nemmeno li conosce i presunti ribelli." Trump prova a valutare le vicende in Iraq e Afghanistan collegandole all'escalation di violenza in Siria. "Stesso errore, armare i ribelli" prosegue il tycoon. "Cosa farei se fossi presidente? Un attacco silenzioso e segreto che distrugga l'Isis, come mi hanno già consigliato molti vertici militari". La Clinton risponde come già sia al lavoro per sconfiggere Al Baghdadi e l'Isis in Iraq. Trump protesta per il tempo a disposizione, maggiore a suo dire, concesso alla sfidante. Altra domanda dal pubblico: "Voi credete di essere dei presidenti che lavoreranno con abnegazione?" Trump risponde dicendo che lui sarà il presidente di tutti dal centro alla periferia mentre ricorda che la Clinton in questi anni non ha fatto nulla, soprattutto per i più emarginati dalla società. La democratica ribadisce il suo impegno negli anni politici per le persone più sfortunate. "Con me ogni americano saprà di avere un posto in questa America. Con Trump sono in tanti afroamericani e latini a pensare che non sarà così. C'è paura per l'effetto Trump".

La terza domanda posta dal pubblico riguarda i musulmani e la crescente islamofobia negli USA. Trump dice che è vero: "L'islamofobia serpeggia nel paese ed è una vergogna". Il repubblicano esamina gli attacchi terroristici avvenuti negli ultimi anni in Europa e negli USA ricordando come sia necessario innanzitutto chiamare il problema con il proprio nome, ovvero radicalizzazione islamica. Termine che la Clinton mai userà, conclude Trump. La democratica risponde dicendo che l'approccio di Trump non risolve i problemi ma alimentare le divisioni religiose. "Sono tanti i musulmani caduti in guerra per difendere il nostro paese" afferma la Clinton. "Se non avessi votato per quelle guerre forse non sarebbe successo" replica subito Trump. La Clinton ribadisce il suo parere favorevole per l'aumento della quota d'accoglienza dei profughi siriani appuntando che è pericoloso e sbagliato dividere i migranti per credo religioso. A proposito dell'immigrazione Trump osserva come il numero di clandestini, di trafficanti di droga e foreign fighters sia in costante aumento negli ultimi anni. Occorre limitare l'immigrazione. In più di una circostanza Trump cita Sanders, facendo un appello implicito ai suoi ex elettori provando a far leva sulla lora ostilità nei confronti della Clinton. Si prosegue con un attacco frontale dell'ex segretario di stato nei confronti del Cremlino: "C'è Mosca dietro Wikileaks". Trump risponde sui legami tra la Clinton e Goldman Sachs e si dice stufo delle menzogne della Clinton. Il tycoon aggiunge come ci sia totale trasparenza nei suoi bilanci respingendo le accuse di eventuali finanziamenti dalla Russia.
Quarta domanda dal pubblico sul tema fiscale e sull'accertamento del pagamento delle tasse da parte dei più agiati. Trump promette di aggiornare il codice tributario, cosa non fatta, ricorda il repubblicano, dalla Clinton finanziata da anni dai più ricchi del paese. "La Clinton aumenterà la pressione fiscale come già fatto da Obama" conclude Trump. La democratica risponde che la realtà presentata da Trump non esiste e che non può dare lezioni non avendo pagato per anni le tasse. "Bisogna ridurre le tasse per la classe media, occorre colpire chi ha più soldi e può contribuire. Non ci saranno più scappatoie per gente come Trump."

La Clinton insiste sull'impresentabilità dell'avversario politico ricordando come Trump non si sia mai scusato per le parole dette nei confronti dei messicani, di Obama e dei musulmani. l repubblicano ricorda all'America le vicende delle 30 mila email scomparse dall'ufficio della Clinton e promette battaglia: "Se vincerò il Ministero della Giustizia nominerà un procuratore speciale per far luce su questa scandalosa vicenda. Lei, signora Clinton, subirà un processo per aver cancellato 30 mila email. La gente è stufa delle sue menzogne." La Clinton risponde per le rime: "Come al solito tutto quello che dice Trump è falso. Controllate pure su internet. Donald tu sei un falso!". Trump risponde scaldando il pubblico: "E tu dovresti essere in galera". La Raddatz chiede espressamente alla Clinton se ha sbagliato nella questione e l'ex segretario di stato ammette l'errore. Trump non perde occasione per ribadire l'ipotesi che nelle mail si potrebbe nascondere qualcosa di molto pericoloso. Animi tesi e scontro molto accesso tra i candidati con i moderatori che a fatica tengono il punto. Successivamente si procede con un'altra domanda dal pubblico, avente come materia la riforma sanitaria di Obama. La Clinton prova a difendere l'Obama Care ricordando le numerose persone, circa 20 milioni, che hanno avuto la possibilità di avere un'assicurazione sanitaria. Trump replica sottolineando come la riforma di Obama sia concepita male per i costi eccessivi per il paese. Il repubblicano ribadisce la sua volontà di sostituirla togliendo così il monopolio alle compagnie assicurative.

Nessuna stretta di mano tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Prima dell'inizio riflettori puntati sui famigliari dei due avversari. Bill Clinton è accompagnato dalla figlia Chelsea e dal genero, Marc Mezvinsky. Melania Trump, consorte del repubblicano, è seduta accanto ai figliastri Ivanka, Eric e Donald jr. La prima domanda arriva da una donna del pubblico che chiede delucidazioni sulle poltiche giovanili. Risponde per prima la Clinton che cerca di far leva sulla voglia di unione del paese e sul rilancio economico. Trump risponde criticando le politiche economiche di Obama e sottolineando come egli a differenza dello sfidante possa davvero capire il paese in questo momento, offrendo nuovi accordi commerciali e più sicurezza che porteranno vantaggi anche ai più giovani. La seconda domanda è invece posta dal moderatore Cooper che ha provato a incalzare Trump sul video postato dal Washington Post qualche giorno fa. Trump risponde scusandosi ma ribadendo la sua totale estraneità a concetti del genere affermando che "nessuno rispetta le donne quanto me". La Clinton prova a rincarare la dose puntando sull'impresentabilità di Trump e sulle numerosi espressioni denigratorie nei confronti delle donne, dei latinoamericani e dei musulmani: "il paese si deve chiedere ma noi siamo come lui?". La risposta di Trump: "Chiacchiere, soltanto chiacchiere. Io aiuterò afroamericani e ispanici, la Clinton l'avete già vista all'opera. E parliamo di Bill Clinton. Lui ha commesso fatti, non detto parole. Una delle donne che ha subito violenze sessuali da Bill Clinton è qui. Bill ha perso la professione di avvocato e ha dovuto patteggiare. Che la Clinton si vergogni."

E' iniziato il secondo dibattito delle campagne presidenziali statunitensi. I candidati sono entrati e sono pronti a rispondere alle domande del pubblico e dei moderatori. Il confronto della Washington University di Saint Louis sarà moderato da Martha Raddatz, corrispondente ABC, e Anderson Cooper della CNN. Nel 2012 la Raddatz ha moderato il dibattito vicepresidenziale tra il democratico Joe Biden e il repubblicano Paul Ryan, ora speaker della Camera dei Rappresentanti. Prima del suo ruolo attuale la giornalista dell'ABc ha anche servito la seconda amministrazione di George W. Bush come corrispondente della Casa Bianca. Cooper, dal canto suo, ha invece moderato uno dei dibattiti delle primarie democratiche. Se finora è stata una campagna politica senza esclusioni di colpi - la Clinton deve proteggersi dalle accuse lanciate da Wikileak mentre Trump deve controbattere alle accusse sessiste e rimediare al mancato appoggio della dirigenza del partito repubblicano - poco fa è arrivato l'ennesimo colpo di scena. Il tycoon ha infatti trasmesso una conferenza stampa a sorpresa, in diretta su Facebook, alla quale hanno partecipato ben 4 donne pronte ad accusare Bill Clinton di violenza sessuale.

Tutto pronto alla George Washington University di Saint Louis, nel Missouri. Tra poco Donald Trump e Hillary Clinton avranno la possibilità di confrontarsi nuovamente dopo il primo dibattito andato in scena il 26 settembre nei locali della Hofstra Univeristy a New York. Diverse novità previste quest'oggi. Ciò che non cambia è l'orario: inizio fissato per le 21 locali negli States. A moderare il confronto non ci sarà più Lester Holt (NBC) ma la coppia formata da Martha Raddatz, corrispondente ABC, e Anderson Cooper della CNN. Cambia anche la struttura: la metà delle domande verrà avanzata dal pubblico, mentre l’altra metà sarà fatta dai moderatori. I candidati avranno a disposizione due minuti per rispondere alle domande. Il dibattito si chiuderà con un altro minuto in cui saranno i moderatori a fare altre domande. Un'ora fa ennesimo colpo di scena targato Donald Trump. Il repubblicano ha indetto una conferenza stampa a sopresa, trasmessa in diretta su Facebook, alla quale hanno partecipato 4 donne pronte ad accusare Bill Clinton di violenza sessuale. Le donne saranno presenti anche tra la platea che assisterà al confronto. E' la risposta al video postato dal Washington Post qualche giorno fa in cui veniva riproposta una chiacchierata risalente a 11 anni fa in cui Trump attribuiva frasi ingiuriose al mondo femminile. La battaglia senza esclusioni di colpi continua e tra poco inizierà un evento che potrebbe influenzare l'esito di questa lunga campagna dal risultato sempre più incerto.

Ci siamo, alle ore 3 ora italiana il dibattito tra Donald Trump e Hillary Clinton andrà in scena nell'anfiteatro della Washington University di Saint Louis, in Missouri, e si avrà così il secondo e penultimo appuntamento per la lunghissima campagna elettorale americana prima delle elezioni Usa del prossimo 6 novembre 2016. Inutile dire che quella di questa notte sarà il colpo forse decisivo per comprendere come gli americani pondereranno le ultime notizie clamorose sugli audio e video sessisti di Trump che lo hanno di colpo gettato in un angolo da dove sarà estremamente difficile uscire. Clinton medita il colpo da Ko, anche se le risorse di The Donald in questi mesi si sono rivelate assolutamente inaspettate: chi uscirà vincitore e soprattutto quasi domande provocatorie saranno poste davanti ai due candidati dal pubblico? Eh già, repubblicani e Democratici potranno intervenire nel dibattito in diretta tv mondiale, visto che le regole d’ingaggio prevedono il formato “townhall meeting”: due candidati saranno al centro della scena, sul palco dell'anfiteatro, e dovranno rispondere non solo alle domande dei due moderatori ma anche a quelle del pubblico, costituito per lo più da elettori indecisi. Metà delle domande saranno rivolte ai due contendenti dai moderatori, l'altra metà dai cittadini, scelti dall'agenzia Gallup, riporta l’agenzia Agi. Il tutto sarà visibile ovviamente anche dall’Italia, che seguirà con la diretta tv e anche in streaming video l’intero dibattito (90 minuti senza sosta, dalle 3 in poi): in chiaro sarà visibile sia su Tg Com24, che su Sky Tg24 che anche sullo speciale Tg5 che sul sito di RaiNews24. Ancora qualche minuto e potrete assistere, forse, ad un dibattito che farà comunque la storia degli Stati Uniti d’America…

A proposito della democratica bisogna dire che il suo modus operandi non è cambiato di una virgola rispetto alle fasi d'avvicinamento al primo dibattito. Hillary Clinton continua a simulare dibattiti e a beneficiare dell'aiuto di Philippe Reines, un suo consigliere di lungo corso chiamato a vestire i panni di Donald Trump. La preparazione di Clinton è stata serena, lontana dagli affanni tipici di chi è chiamato a rincorrere. Hillary si è allenata all'interno della sua residenza di Washington, attorniata da volti amici come quello di Al Gore, e soprattutto dal marito Bill e dalla figlia Chelsea. Trump ignora la preparazione e Clinton studia; Hillary cura i dettagli e Donald fa il vagabondo. Non sembra essere cambiato nulla rispetto alla vigilia del primo dibattito, ma qualcosa invece lo è. Mentre fino ad una decina di giorni fa dallo staff della democratica si sottolineava la difficoltà di incontrare in un faccia a faccia un candidato come Trump, cercando di mettere in risalto la sua grande esperienza davanti alle telecamere, questa volta è stato proprio John Podesta, portavoce della campagna di Clinton a dichiarare che la democratica è molto avvezza al format del town hall, che le piace, che rispondere alle domande dei cittadini è ciò che fa regolarmente e che al contrario Trump non è abituato a questa tipologia di dibattito. In casa dei democratici, insomma, sono pronti ad alzare l'asticella: non si nascondono più dietro ad un dito. Dopo aver testato dal vivo i limiti di Trump, sanno di essere i favoriti d'obbligo anche di questo dibattito e stavolta hanno intenzione di chiudere la partita in maniera definitiva. Ci sembra quasi di essere dietro le quinte del dibattito insieme a loro: gli ultimi consigli, gli abbracci e forse le preghiere. Come prima di entrare in classe il giorno dell'esame: c'è chi vive l'ansia del "secchione", che ha studiato e non vuole fallire dopo tanto lavoro; dall'altra parte c'è chi ha il terrore tipico dell'impreparato, la cicala chiamata a fare i conti con l'arrivo dell'inverno. Non c'è bisogno che vi chiariamo a quale candidato corrisponda una specifica descrizione, ma sapremo soltanto dopo il dibattito chi tra Clinton e Trump strapperà il voto più alto. Perché non capita spesso, ma qualche volta anche chi non ha studiato riesce a passare l'esame: alle volte una sola domanda può fare la differenza, capito Donald?

A poche ore dal dibattito Trump-Clinton in programma per questa notte alla Washington University di St. Louis, The Donald è sempre più solo. Il video sessista in cui dice di poter fare alle donne ciò che vuole in qualità di "superstar" è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso come dimostra una delle defezioni più importanti delle ultime ore, quella di John McCain. Il senatore dell'Arizona, già candidato alla Casa Bianca per il Partito Repubblicano nel 2008, già in passato non aveva fatto mistero di non essere un grande ammiratore di Trump, ma per fedeltà al Grand Old Party aveva assicurato il suo sostegno al candidato newyorchese. Dopo il video dello scandalo, però, McCain ha annunciato su Twitter il suo passo indietro:"Non vi sono scuse per i commenti offensivi e umilianti di Trump contro le donne. Cindy (la moglie, ndr) ed io non voteremo per Donald Trump". McCain voterà Hillary dunque? "Non ho mai votato per un candidato presidenziale democratico e quindi non voteremo neanche Hillary Clinton". Insomma, tra Trump e Clinton l'esperto McCain sceglie il non voto. 

Il dibattito che si terrà questa notte in America tra Donald Trump e Hillary Clinton potrebbe essere davvero quello definitivo con il risultato finale che comunque vada, darà una svolta alla campagna elettorale: come in molti si attendono, potrebbe essere il colpo del Ko decisivo contro Trump, specie dopo gli ultimi scandali per i suoi commenti sessisti e volgari. Ma potrebbe anche essere l’insperato colpo di coda del magnate Usa contro una Clinton che potrebbe subire il peso del colpo a tutti i costi del ko da infierire. Come andrà a finire dunque? Nell’attesa del secondo appassionante confronto in tv tra i due candidati alla Casa Bianca, è interessante leggere quanto la Bbc attesta a chi ancora segue Trump: tra i Repubblicani, chi segue ancora la candidatura di The Donald? Non sono tantissimi, e nelle ultime ore le defezioni sono state molte ed eccellenti: rimangono al momento “fedeli”, Ted Cruz e Marco Rubio, candidati durante le Primarie, Chris Christie, Rudy Giuliani, Paul Ryan (anche se nelle ultime ore si è detto “schifato” per quanto detto da Trump) e pochi altri governatori repubblicani. Gli elettori lo avranno abbandonato oppure ne uscirà addirittura rinforzato da questo scandalo?

E' stato definito il giorno più lungo di Donald Trump, quello in corso e l'affermazione non ha poi tutti i torti. L'attesa per il dibattito di questa notte cresce sempre di più anche perché finalmente si chiarirà la sua posizione. Come ribadisce LaStampa.it, il magnate chiarirà anche se ha intenzione o meno di continuare la sua corsa per la Casa Bianca dopo le ultime vicende legate alle dichiarazioni sessiste. La sua campagna è definitivamente conclusa? Ne sapremo di più in occasione del secondo dibattito con Hillary Clinton. Al momento ciò che si apprende è che l'establishment del Partito repubblicano lo avrebbe sempre più abbandonato al suo destino, al contrario la base resta ancora dalla sua parte. Secondo quanto emerso dai dati di un sondaggio di Politico, solo il 12% degli elettori repubblicani auspica nella fine della sua campagna e nel suo imminente ritiro. I restanti sostenitori proseguirebbero sulla stessa strada non tanto per Trump quanto piuttosto per impedire a Hillary Clinton di entrare alla Casa Bianca. Le sue intenzioni farebbero più paura dell'immoralità di Donald Trump emersa dopo la pubblicazione dell'audio del 2005 e pubblicato nelle passate ore dal Washington Post. Sempre secondo i sondaggi, Trump sarebbe ancora dietro Hillary di 3/4 punti ed avrebbe bisogno di una base più larga per poter sperare nella vittoria.

Forse ora siamo a livelli eccessivi: Donald Trump si avvicina al secondo dibattito in tv contro Hillary Clinton con un nuovo audio sessista spuntato e pubblicato dalla Cnn, questa volta. Le parole del candidato repubblicano, già sotto bufera per i video e audio sessisti del 2005 pubblicati due giorni fa, risalgono invece al 2006 quando fu intervistato alla radio da Howard Stern. «Una donna va lasciata dopo i 35 anni e per mia figlia Ivanka va bene se la chiamano pezzo di f…», con una classe che neanche lo scaricatore di porto avrebbe. Questo più o meno è il pensiero medio americano in queste ore, in tantissimi contro Trump con gli appoggi istituzionali che vengono sempre più via, e pochissimi davvero ancora vicini a Trump, almeno a livello pubblico. Va aggiunto che nell’audio della Cnn si tiene traccia anche delle affermazioni di The Donald riguardo varie esperienze di rapporti intimi con altre due donne durante il loro ciclo mestruale. Una bufera che sembra non finire con il materiale che viene continuamente sputato fuori dai media che stanno cercando di dare la spallata finale a Trump, la Clinton oggi segnerà il punto-partita?

Donald Trump si prepara al secondo dibattito televisivo contro Hilary Clinton per le Elezioni Usa 2016, ma alla Casa Bianca si vocifera sempre di più con soddisfazione per l’andamento degli ultimi giorni: lo stesso Obama assiste alla corsa, oggi a Saint Louis, vedendo la difficilissima crisi che ha colpito Trump dopo i video sessisti pubblicati nelle scorse ore, un vero colpo quasi definito contro il magnate più discusso d’America e del mondo. A lasciarlo solo sono sempre più anche i suoi alleati che non lo stanno difendendo per nulla dopo quanto uscito sui commenti contro le donne: su tutti, il suo vice Mike Pence che solo pochi giorni fa, vincendo il dibattito in tv con il suo alter ego democratico, aveva ridato speranza a Trump riconquistando fiducia da parte dei Repubblicani. «Le parole di Donald Trump sono indifendibili. Mi sento offeso come marito e come padre», le parole con cui Pence ha di fatto scaricato, anche se non ancora ufficialmente, the Donald. Su tutti l’esempio di ieri fa certamente notizia: Mike Pence doveva partecipare ad un evento in Wisconsin al posto di Trump ma non si è presentato e assieme allo speaker della Camera, Paul Ryan, stanno decidendo il da farsi sul caso-Trump. In tutto questo, ovviamente Hillary Clinton “gongola” e si prepara per il fendente finale questa notte…

Partiamo dal candidato più indietro nei sondaggi: Donald Trump. Il magnate di New York, dopo un primo dibattito in cui era emersa chiaramente la differenza di preparazione appannaggio di Hillary, non ha assecondato più di tanto le richieste dei suoi collaboratori di allenarsi con cura in vista del secondo confronto. Se alla vigilia del faccia a faccia andato in scena il 26 settembre Trump aveva detto di non volersi preparare per non risultare eccessivamente impostato, neanche questa volta si è prestato più di tanto ad un allenamento specifico. Com'è noto a quanti seguono regolarmente questa rubrica quotidiana, uno dei metodi più utilizzati per prepararsi ad un dibattito è quello di simularne qualcuno, con l'avversario di turno che il più delle volte viene impersonato da un consigliere ritenuto in grado di comportarsi in maniera simile a quanto farà il rivale in questione. L'incognita del town hall debate, però, è rappresentata dal fatto che non si può sapere quali saranno le domande che farà il pubblico ed è probabilmente per questo motivo che lo staff di Trump giovedì sera ha organizzato un comizio di questo tipo in New Hampshire nel quale il repubblicano ha incontrato non poche difficoltà. Il team del tycoon aveva posizionato nella sala del comizio un timer per far sì che Trump provasse a rispondere alle domande provenienti dal pubblico in due minuti, ovvero il tempo che il format del town hall debate prevede per ogni candidato. Com'è andata? Malissimo. Trump ha sforato in più di un'occasione, ma non è solo questo a preoccupare lo staff del repubblicano. The Donald, come riportato da Politico, avrebbe dovuto rispondere ad una 20ina di domande formulate dal suo sostenitore e conduttore radiofonico Howie Carr ma si è limitato ad una dozzina di quesiti. Il suo team avrebbe voluto testare la sua resistenza su una durata simile a quella del confronto di stanotte, ma anziché restare in scena per 90 minuti come prestabilito, Trump si è allontanato dopo circa mezzora. Il magnate sembra l'unico incapace di rendersi conto che il suo atteggiamento rappresenta una minaccia concreta per le sue ambizioni di successo. Davvero sembra non ritenere utile la preparazione prima del grande match, quasi non fosse stato lui a subire le sortite mirate di Clinton nel primo duello.

Sono le ore che precedono il secondo dibattito tv delle Elezioni Usa 2016 tra Donald Trump e Hillary Clinton. Tra poco i due candidati faranno il loro ingresso alla Washington University di St. Louis, consapevoli dell'importanza che i successivi 90 minuti avranno per il resto delle loro vite. Sembra quasi di essere già lì, dietro le quinte: gli ultimi ritocchi al trucco, il ripasso degli appunti, le raccomandazioni degli assistenti, le pacche, gli abbracci e i baci dei familiari. Poi su il sipario: si va in scena. Martha Raddatz e Anderson Cooper i moderatori del cosiddetto town hall debate, un tipo di confronto caratterizzato dal fatto che metà delle domande saranno formulate direttamente dal pubblico presente nell'aula che ospiterà il duello. Ma quel che è fatto è fatto: Clinton e Trump non sono più ai tempi del liceo, non basta uno sguardo al libro per aggirare il professore. Da convincere, questa volta, ci sono milioni di americani pronti a giudicare ogni frase e ogni atteggiamento dei candidati. Questa notte un grande numero di "indecisi" sceglierà definitivamente per quale candidato votare, e chi spera di giocarsi il tutto per tutto nel terzo e ultimo dibattito potrebbe capire a proprie spese che è ormai troppo tardi. Ma allora chi è che ha fatto meglio i compiti a casa? Chi si è preparato adeguatamente in vista del secondo confronto?

Quello che avverrà questa notte potrebbe rivelarsi uno confronto acceso che vedrà come protagonisti Donald Trump ed Hillary Clinton. Il tycoon di New York in particolare deve riuscire a riconquistare la fiducia dell'elettorato, dopo lo scandalo che lo ha portato ieri sotto i riflettori mediatici. L'aria tesa che si respira finora potrebbe infatti provocare qualche defaillance nel magnate, dando così la possibilità alla rivale di assestargli un colpo decisivo. Il dibattito potrebbe così prendere una piega diversa da quella sperata da Trump, un timore manifestato anche dall'ex leader dell'Ukip Nigel Farage. Come ha dichiarato a Fox News, è di vitale importanza per il suo futuro che Trump non ceda alle provocazioni di Hillary, e si deve concentrare invece sul convincere il pubblico americano di essere l'unica alternativa possibile per realizzare quella rivoluzione politica che il Paese attende ormai da tempo. Di parere diverso invece il manager della campagna avversaria, Robby Mook, che ha dichiarato di avere alte aspettative in un rinnovato Trump. 

Donald Trump è sempre più al centro della bufera, ma potrà riscattarsi agli occhi dei cittadini americani durante il secondo dibattito in tv contro Hillary Clinton. Questa notte, alle ore 3:00, si svolgerà infatti il confronto tra il candidato repubblicano e l'avversaria democratica ed è forte l'attea da parte di tutto l'elettorato. La Casa Bianca è stata scossa infatti a causa di un un video, in cui Trump rivolgeva frasi sessiste nei confronti di alcune donne. Il filmato diffuso sul web ha sollevato numerose polemiche, costringendo alla fine il magnate a fare le sue pubbliche scuse. La condanna non è pervenuta tuttavia solo dalla Clinton, ma anche dal candidato repubblicano alla vicepresidenza, Mike Pence, che ha dichiarato, come riporta Tgcom24: "Non posso tollerare o giustificare le parole di Donald Trump sulle donne e non posso difenderlo". La candidatura del repubblicano potrebbe quindi essere a rischio: i vertici del suo partito spingono infatti affinché avvenga un cambio della guardia, sostituendo tra l'altro Trump proprio con Mike Pence. Il magnate ha già fatto però sapere che "le chance che io molli sono pari a zero".

Interviene anche Hillary Clinton dopo il nuovo scandalo che ha investito oggi l'avversario Donald Trump. E lo fa scrivendo su Twitter: "Le donne hanno il potere di fermare Donald Trump". Dunque un appello al voto da parte della candidata democratica alla Casa Bianca che domani 9 ottobre, quando in Italia saranno le 3 di notte di domenica 10, affronterà il candidato repubblicano nel secondo dibattito tv. Oggi Donald Trump è stato costretto alle scuse dopo che è stato diffuso un suo video di 10 anni fa in cui rivolgeva frasi sessiste nei confronti di alcune donne. Hillary Clinton oltre a fare appello al voto delle donne ha anche pubblicato alcuni stralci del documento in cui il tycoon newyorchese utilizza le espressioni sessiste. Da parte sua Donald Trump, sempre via Twitter ha commentato la giornata così: "Di sicuro sono state 24 ore interessanti".

Ancora un attacco per Donald Trump, candidato repubblicano alla Casa Bianca che si appresta a partecipare al secondo confronto tv contro l'avversaria democratica Hillary Clinton. A scagliarsi contro il magnate è l'attore Robert De Niro in un video per la campagna "Vote Your Future". De Niro definisce così Donald Trump: "È così stupido. È un cane, un maiale. Un truffatore, un artista della str...a". De Niro vorrebbe anche prendere a pugni Trump: "Dice che prenderebbe la gente a pugni in faccia. Beh, a me piacerebbe prenderlo a pugni". E attacca ancora ribadendo: "È un cane, non sa quello che dice, non gli importa nulla. Pensa di imbrogliare la società, non paga le tasse, è un idiota. Un disastro nazionale". Poi l'attore conclude chiedendo: "È lui che vogliamo come presidente? Tengo al futuro dell'America e temo che possa prendere una brutta direzione con qualcuno come Donald Trump" (clicca qui per vedere il video).

Ancora bufera sul candidato repubblicano a poche ore dal dibattito Trump-Clinton in programma negli Stati Uniti domani 9 ottobre. Il Washington Post ha pubblicato un video in cui Donalod Trump rivolge frasi volgari nei confronti di alcune donne. Dopo la diffusione del filmato Trump è stato costretto a scusarsi. Come riporta Tgcom24, il magnate ha affermato: "Ho sbagliato e mi scuso. Ho detto e fatto cose di cui mi rammarico, e le parole che si trovano in questo video di oltre 10 anni fa sono alcune di esse". Ma i vertici del Partito Repubblicano si erano già dissociati dal candidato, condannando le sue dichiarazioni: "Nessuna donna dovrebbe essere descritta in questi termini", ha affermato il leader del Grand Old Party, Reince Preibus, definendo le parole di Trump "oscene". E lo speaker della Camera Paul Ryan si è detto "disgustato". Vedremo presto se questa nuova polemica avrà ripercussioni sul secondo dibattito tv Trump-Clinton (clicca qui per vedere il video sessista e quello delle scuse di Trump).

C'è attesa per il secondo dibattito tv tra Trump e Clinton, i due candidati alla Casa Bianca che si sfidano ancora una volta. Il confronto, dopo quello dello scorso 26 settembre, avverrà domani 9 ottobre anche se per il fuso orario in Italia saranno le 3 di notte del 10 ottobre. Per quanto riguarda gli endorsements, come ricorda Rai News?, è la candidata democratica ad averne ricevuti di più rispetto al sua avversario repubblicano. L'ultimo endorsement per Hillary Clinton è arrivatro da Caroline Rose Giuliani, figlia dell'ex sindaco di New York, convinto sostenitore di Donald Trump. Un altro endorsement pro-Hillary era stato quello della rivista "The Atlantic" che in 159 anni di storia ha appoggiato solo altri due candidati alla presidenza. Nella lista degli endorsements per Donald Trump spicca invece per ora solo quello del New York Post (clicca qui per leggerli tutti).

Il conto alla rovescia alle Elezioni Usa 2016 prosegue inesorabile: sembrava che il giorno del primo dibattito televisivo tra Hillary Clinton e Donald Trump non dovesse arrivare mai. E invece eccoci qui, ad un giorno dal secondo faccia a faccia. Se dopo il duello d'apertura vinto dalla Clinton abbiamo detto che c'era ancora margine per Trump per recuperare, fra qualche ora commenteremo in maniera diversa. Perché va bene che in programma vi è ancora il terzo e ultimo confronto, ma a quel punto solo un colpo ad effetto di uno dei candidati potrebbe cambiare il destino di una tornata elettorale che a quel punto sarà molto probabilmente segnata, in un senso o nell'altro. Allora, ecco la guida completa al secondo dibattito presidenziale tra Clinton e Trump: tutto ciò che bisogna sapere per non arrivare impreparati all'evento che può cambiare le sorti degli Stati Uniti e dunque dell'intero pianeta. (Dario D'Angelo)

La nostra guida al dibattito tv necessita di qualche indicazione base: innanzitutto dove e quando si terrà il secondo faccia a faccia di queste Elezioni Usa 2016 tra Clinton e Trump. Il ring sarà quello Washington University di St. Louis, mentre la campanella del match suonerà quando in Italia saranno le 3 di notte del 10 ottobre, ma i nostri lettori ormai ci sono abituati: per seguire il match bisogna decidere se fare una tirata lunga (sconsigliato a chi il giorno dopo lavora) o piazzare una sveglia ed esporsi al rischio che il sonno profondo faccia privilegiare la scelta di restare sotto le coperte. Su questo non sindachiamo, ma quanto meno vi informiamo della durata del confronto: 90 minuti senza interruzioni pubblicitarie, non ci sarà tempo per rifiatare insomma (almeno per Clinton e Trump). Ad arbitrare il dibattito saranno Martha Raddatz, corrispondente della ABC per la trasmissione "This Week" e il giornalista della CNN Anderson Cooper, uno dei volti più rappresentativi del canale nonché conduttore della trasmissione "Anderson Cooper 360°". Entrambi i giornalisti non si faranno trovare impreparati nella conduzione di un evento di questa portata: Martha Raddatz prima di essere selezionata dall'apposita commissione per i dibattiti presidenziali ha moderato nel 2012 il confronto tra candidati alla vicepresidenza Joe Biden e Paul Ryan; la Raddatz, che ha iniziato a lavorare per ABC News dal 1999 è un'esperta giornalista politica visto che nel corso degli anni è stata prima corrispondente dal Dipartimento di Stato e poi dalla Casa Bianca a partire dal secondo mandato di George W. Bush. Anche Anderson Cooper non è nuovo ad esperienze in campo di confronti televisivi dal momento che l'ottobre dello scorso anno ha diretto uno dei dibattiti delle primarie democratiche; nota a margine: Cooper è il primo moderatore dichiaratamente omosessuale nella storia di un'elezione generale per la presidenza. (Dario D'Angelo)

Il secondo dibattito tra Hillary Clinton e Donald Trump sarà quello che viene comunemente definito town hall debate. In cosa consiste? Rispetto al primo duello Clinton-Trump, quando a fare le domande è stato unicamente il moderatore Lester Holt, in questo caso a formulare metà dei quesiti sarà il pubblico presente in una delle aule della Washington University di St. Louis. Il pubblico, come ricorda Politico.com, sarà composto da elettori non schierati né con la candidata democratica, né con quello repubblicano ed è stato selezionato dall'istituto di sondaggi Gallup. Tanto Clinton quanto Trump avranno a disposizione due minuti a testa per rispondere in aggiunta ad un minuto che i moderatori potranno sfruttare per fare ulteriori domande e per approfondire il dibattito. (Dario D'Angelo)

Gary Johnson, candidato del Partito Libertariano, e Jill Stein, rappresentante dei Verdi, hanno mancato anche la seconda opportunità di prendere parte al dibattito televisivo. La media nazionale dei sondaggi, a detta della Commissione Presidenziale dei Dibattiti, attesta Clinton al 44,8% e Trump al 40.8%, con Johnson e Stein rispettivamente al 7.4% e al 2.6: né l'ex governatore del New Mexico, né la candidata ecologista hanno dunque raggiunto il 15% indicato come soglia minima per partecipare al confronto televisivo. (Dario D'Angelo)

Per quanto riguarda Hillary l'obiettivo principale è ovviamente ripetere quanto fatto di buono nel primo dibattito televisivo, contraddistinto da una vittoria. D'altro canto l'ex Segretario di Stato dovrà provvedere a sedare in partenza l'entusiasmo di un popolo repubblicano rivitalizzato dal vice di The Donald, Mike Pence, che nel faccia a faccia tra running mates con Tim Kaine ha prevalso interrompendo un periodo nero per Trump. E proprio il tycooon newyorchese sarà chiamato ad una prova importante. Nel town hall debate non si rimane immobili dietro un microfono, si cammina, si interagisce con il pubblico, il body-language è una variabile fondamentale: per questo un candidato poco esperto di questa tipologia di confronto come Trump potrebbe pagare qualcosa nei confronti della più navigata Hillary. Se si parla di obiettivi, però, quello di Trump non è limitare i danni: ma vincere, possibilmente alla grande. (Dario D'Angelo)

Il primo dibattito tra Clinton e Trump è stato il più visto della storia americana con i suoi 84 milioni di persone davanti al televisore. Storicamente il secondo confronto fa registrare sempre una lieve flessione rispetto al primo: anche nel 2012, a fronte dei 70 milioni di americani alla visione per il match d'apertura tra Obama e Romney il secondo faccia a faccia venne seguito da 65.4 milioni di spettatori. Eppure questa volta qualcosa potrebbe cambiare, perché con Trump costretto ad attaccare Hillary a spron battuto per rimanere a galla è lecito aspettarsi di tutto, di tutto davvero. Anche in questo caso non ci resta che attendere e restare a vedere.Sembrava che il giorno del secondo dibattito non dovesse arrivare mai, ma lo pensavamo anche per il primo: ormai ci siamo, buon divertimento. (Dario D'Angelo)

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