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GEO-POLITICA/ Così Usa e Russia si preparano alla guerra

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La dichiarazione del ministero della Difesa russo non è caduta dal cielo, ma è giunta in risposta alla notizia riportata da alcuni media occidentali, stando alla quale Washington starebbe valutando l'avvio di attacchi aerei contro le forze governative siriane per evitare la liberazione di Aleppo, vista a Washington come il trionfo militare e politico di Putin e l'assicurazione sulla vita di Assad. "Sono particolarmente preoccupanti le informazioni che indicano quali promotori di queste provocazioni i rappresentanti della Cia e del Pentagono, che nel mese di settembre hanno riferito al Presidente americano della presunta controllabilità dei combattenti della 'opposizione', ma che oggi stanno spingendo verso degli scenari 'cinetici' in Siria", fanno sapere dal ministero della Difesa russo, il quale ha ammonito Washington a fare un "calcolo approfondito sulle possibili conseguenze di tali piani".

Non so se avete ben capito a cosa stiamo andando potenzialmente incontro per la volontà statunitense di dominare il mondo attraverso la destabilizzazione. Nel caso, ve lo dico io: la guerra. E quando i generali cominciano a parlare declinandola a ipotesi che fanno riferimento a un "quando" e non a un "se", non c'è troppo da stare tranquilli. Basta un errore, basta un aereo abbattuto. E con la guerra, più o meno dichiarata, a novembre non si voterebbe negli Usa. Ciò che il Deep State vuole e che Barack Obama certamente non disdegna. Attenti ai prossimi giorni, ora che i video taroccati non reggono più, gli Usa sono diventati specialisti in false flag. E temo che qualcuna che tramuti russi e siriani in Belzebù agli occhi dell'opinione pubblica occidentale sia dietro l'angolo, in preparazione.

Non a caso, alla plenaria di Strasburgo di giovedì scorso, l'Ue ha condannato i bombardamenti russi e siriani, ma non gli atti dei "ribelli moderati" amici della Clinton o di Al-Nusra. Siamo sul crinale. Attenti a come ci muoviamo.

 

(2- fine)

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