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GEO-POLITICA/ Trump e la verità scomoda per i poteri forti americani

Donald Trump e Hillary Clinton durante il Debate n. 2 (LaPresse) Donald Trump e Hillary Clinton durante il Debate n. 2 (LaPresse)

E cosa fa paura di Trump al Deep State? Primo, il suo annunciato ridimensionamento del ruolo Usa nella Nato e, quindi, un minore interventismo bellico statunitense nello scenario mondiale: ma si sa, l’economia Usa si regge grandemente sul ruolo di "gendarme del mondo", sul warfare e il comparto bellico-industriale non ha la minima intenzione di rinunciare ai suoi lauti guadagni. Secondo, quanto dichiarato nel silenzio generale dei media europei da Trump lo scorso 5 settembre, a ridosso della riunione della Fed in cui si doveva decidere per un eventuale rialzo dei tassi (che, ovviamente, non c’è stato).

E cosa dichiarò Trump quel giorno? "La Fed sta mantenendo i tassi artificialmente bassi in modo che l’economia non crolli e che Obama possa dire agli americani che ha fatto un buon lavoro. Stanno mantenendo i tassi artificialmente bassi affinché Obama possa andare tranquillamente a giocare a golf e dire, tra un green e l’altro, che sta facendo un buon lavoro. Quella attuale è un’economia profondamente falsa. Abbiamo un pessimo stato economico, tutti lo capiscono, ma è un’economia falsa. Tengono i tassi bassi solo perché alla Casa Bianca l’inquilino possa pronunciare il suo addio dicendo a tutti il proverbiale, 'Ve l’avevo detto'. Janet Yellen, di fatto, ha compiuto un lavoro meramente politico, lo capite tutti. Anche perché l’unica cosa che c’è di forte è un mercato azionario artificiale e lo è perché basato su denaro gratis, garantito proprio dai bassi tassi di interesse. È un mercato artificiale, mantenuto forte fino al prossimo gennaio, quando ci sarà l’insediamento del nuovo presidente. È tutto basato sul denaro gratis, sul denaro a pioggia, quando i tassi sono così bassi è quasi impossibile non avere un mercato azionario forte, ma a un certo punto la politica monetaria dovrà cambiare. E, nel frattempo, si sarà creata una gigantesca bolla".

Lo scoppio della quale verrà imputato a chi prenderà possesso dello Studio ovale a gennaio, mentre Obama verrà ricordato come il presidente di Wall Street sempre con il segno più. Non importa se questo era reso possibile da tassi bassi che favorivano indebitamento allegro di massa attraverso emissioni di bond per pagare buybacks che tenessero alte le valutazioni dei titoli, nella narrazione Usa il presidente Obama sarà sempre lo "Svedese" di Pastorale americana e chi lo seguirà e dovrà gestire un nuovo 2008 sarà Merry, la bombarola, quella che fa esplodere il mercato e con esso manda in frantumi il sogno americano. Lo scorso 5 settembre Donald Trump si è condannato a morte da solo, perché invece di usare i soliti argomenti triti e ritriti come il muro con il Messico e l’intangibilità del Secondo emendamento sul possesso di armi, ha avuto l’ardire di fare ciò che non si può nel puritanesimo Usa: dire la verità. Oltretutto, su una materia infiammabile come l’economia.

Alla fine, se volete capire cosa sta accadendo in America, vi basta spendere pochi euro e leggere il capolavoro di Philip Roth: è tutto scritto lì dentro, basta saperlo leggere in controluce rispetto ai tempi e ai personaggi. Ma attenzione, perché si fa sempre più frequente la certezza dell’arrivo della cosiddetta October surprise nel contest presidenziale Usa, ovvero l’evento che cambia i giochi.

Wikileaks ha dato vita nei giorni scorsi a una nuova ondata di mail della Clinton, ma lo scandalo sessista di Trump le ha silenziate, quindi penso sarà altro. E temo non riguarderà territorialmente l’America, ma una parte del mondo che per l’America sta diventando ogni giorno più strategica e delicata: la Siria. Spero di sbagliarmi, ma le premesse ci sono tutte. E a chi mi taccia il oltranzismo filo-russo, invito a cercare su YouTube quanto dichiarato il 4 ottobre scorso davanti alla Commissioni Affari Esteri del Senato dall’arcivescovo maronita di Aleppo, Joseph Tobji. Sono i 23 minuti più istruttivi in materia che possiate trovare al mondo. E la faccia dell’atlantista Pier Ferdinando Casini, che gli siede accanto, è impagabile. Una vera pastorale, questa. 

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COMMENTI
11/10/2016 - Insigne Bottarelli (ALBERTO DELLISANTI)

E anche oggi, leggendo Bottarelli, trovi le dichiarazioni dell'Arcivescovo di Aleppo Joseph Tobij che ribadiscono la colossale menzogna nella quale vive l'Occidente, e il martirio continuo che esso infligge alla Siria. Trovi la Jenet Yellen che persiste nel drogare il mercato azionario, al fine di supportare la tiritera di un Obama bravo in economia. (Scaricando al prossimo Presidente degli USA l'inevitabilità del pelare una patata che diviene sempre più bollente). E così via...Quanto merito...