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GEO-POLITICA/ Trump e la verità scomoda per i poteri forti americani

Pubblicazione:martedì 11 ottobre 2016

Donald Trump e Hillary Clinton durante il Debate n. 2 (LaPresse) Donald Trump e Hillary Clinton durante il Debate n. 2 (LaPresse)

Ammetto di aver guardato l’intero dibattito tra Hillary Clinton e Donald Trump, non so se per dovere professionale o per una sorta di pena del contrappasso che volevo impormi. Penso che andrebbe mostrato in tutte le scuole superiori, più di una volta: basterebbe, da solo, a cancellare una cinquantina d’anni di stereotipi e convinzioni popolari riguardo la superiorità della democrazia americana, riguardo il suo essere il faro d’Occidente, la stella polare a cui fare riferimento. È stato uno spettacolo imbarazzante, peggio della figura rimediata da Parisi contro la Boschi, qualcosa di ridicolo e al contempo di tremendamente preoccupante: uno di quei due mediocri personaggi, il 9 novembre sarà in possesso della valigetta con i codici nucleari. E, a differenza di ciò che si pensa, è il candidato in gonnella quello che potrebbe utilizzarla.

Il dibattito era partito con un Trump in difficoltà, visto l’audio uscito fuori con timing fenomenale riguardo una sua battuta di dubbio gusto riguardo al fatto che se sei un uomo ricco e di potere, le donne ci stanno sempre. Sgradevole, ma non mi pare abbia scoperto l’acqua calda: da che mondo e mondo, non ho mai visto una fotomodella o un’attrice fidanzarsi con un metalmeccanico della Breda. E io non giudico, perché sono il primo peccatore, ma inchiodare al muro del femminismo da quattro soldi Trump per avere detto un’amara verità è tipico dell’ipocrisia puritana statunitense: dai Kennedy in poi, l’America è stata governata da clan e oligarchie che del potere e del suo abuso hanno fatto scempio, non saranno le scappatelle un po’ volgarotte di Trump a far declinare l’impero americano, per favore.

A tal riguardo, mi è tornato in mente quel capolavoro che è Pastorale americana di Philip Roth, di cui a giorni uscirà la versione cinematografica. È la storia dello "Svedese", Seymour Levov, ebreo, sportivo eccellente, ottimo imprenditore, tutto intriso del sogno americano, desideroso di farne parte, smussando i propri angoli, eliminando ogni distonia, essendo marito e padre felice. È il sogno americano. Un sogno che, nel caso di Seymour Levov, viene letteralmente frantumato da una bomba reale prima e da altre bombe, poi. Quella reale la utilizza la figlia amatissima Merry, una volta divenuta adolescente, per far saltare un emporio e un ufficio postale, incollerita, tradita da una narrativa sociale che non è reale, non lo è mai stata: una vita che non è solo ordine, prosperità, qualcosa di preciso e nitido, che si può governare, che scivola senza incrinature. Per Roth, Merry sarà la colossale distonia nella vita dello "Svedese". Ma Merry è la distonia ontologica della società statunitense, Merry era lo storytelling di quel patetico spettacolo andato in onda l’altra notte.

Ma dietro alle luce e alle banalità, al livore e ai colpi bassi, c’è sempre una realtà inconfessabile: mi sono chiesto, al netto dei punti di vantaggio nei sondaggi e del fatto che i dottori l’abbiano dichiarata sana per poter governare: perché la Clinton avrebbe giocato la carta della sessualità libertina di Trump, quando in famiglia lei ha l’esempio mitologico di questa predisposizione? Perché rischiare le si ritorca contro, come in parte ha fatto già nel dibattito? Perché quel nastro ammazza-Trump, almeno nelle intenzioni, lo ha fatto saltar fuori il Deep State, i corpi intermedi del potere, quelli che davvero governano l’America e che di Trump hanno paura davvero, perché un sondaggio compiuto da Politico subito dopo la pubblicazione delle frase galeotta del tycoon, vedeva ancora il 74% degli elettori repubblicani che gli stavano accanto e solo il 12% che lo voleva in ritirata e fuori dalla corsa.


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COMMENTI
11/10/2016 - Insigne Bottarelli (ALBERTO DELLISANTI)

E anche oggi, leggendo Bottarelli, trovi le dichiarazioni dell'Arcivescovo di Aleppo Joseph Tobij che ribadiscono la colossale menzogna nella quale vive l'Occidente, e il martirio continuo che esso infligge alla Siria. Trovi la Jenet Yellen che persiste nel drogare il mercato azionario, al fine di supportare la tiritera di un Obama bravo in economia. (Scaricando al prossimo Presidente degli USA l'inevitabilità del pelare una patata che diviene sempre più bollente). E così via...Quanto merito...