BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEO-POLITICA/ Siria e Yemen: le verità scomode per gli Usa (e la Clinton)

Pubblicazione:

LaPresse  LaPresse

Quando ho cominciato a scrivere queste cose? Ora, piano piano, strage dopo strage, anche gli altri sono costretti a farlo, perché la Storia si è tramutata in un lavandino di morte intasato che fa venire a galla e rende visibile lo schifo che si è cercato di occultare per anni e anni. Il Papa fa benissimo a condannare il traffico di armi, ma dica chiaro che i principali venditori di morte a regimi che li usano contro civili sono Stati Uniti e Gran Bretagna.

E poi, perché non una parola, da parte di nessuno, sulla mattanza in Yemen? Oltre 170 morti e 500 feriti a un funerale pochi giorni fa e i telegiornali hanno dato la notizia in una breve. I bambini, le donne e i vecchi yemeniti sono di serie B, forse? Dio li ha maledetti? O forse il conflitto siriano consente ancora di poter fare un po’ di cerchiobottismo, infilando nel novero dei responsabili anche Putin e Assad, mentre se si scava nel conflitto in Yemen i nomi sono soltanto due, tremendamente legati entrambi all’intoccabile candidata democratica alla presidenza: Usa e Arabia Saudita. Guardate la foto a fondo pagina, ci mostra come nel massacro al funerale di Sana’s siano state usate bombe di fabbricazione Usa di modello Mark 82. Non l’ha diffusa la Pravda, ma l’inglese ITV News, attraverso il suo corrispondente Neil Connery.

Come la mettiamo? Cosa hanno da dire tutti i fans della Clinton, quelli a detta dei quali con Trump andremmo incontro a chissà quale catastrofe? La Clinton, la sua campagna elettorale e la Fondazione di famiglia sono ricoperti di soldi sauditi da anni: per sillogismo semplice, quello che piace alla stampa filo-Usa, possiamo dire che la candidata alla Casa Bianca ha il sangue di quei bambini yemeniti sulle sue curatissime mani. I russi e i siriani non fanno morti? Certo che ne fanno, in guerra si muore e si uccide, da sempre. Ma una cosa è uccidere per liberare una città da un branco di assassini che tiene in ostaggio civili per non cedere la posizione, una cosa è vendere scientemente armi a chi sta portando avanti un massacro in uno dei Paesi più poveri del mondo.

Non è doppia morale, è saper distinguere il buono dal cattivo: altrimenti diveniamo tiepidi, mansueti osservatori di un massacro che hanno troppo timore di esporsi per dire le cose come stanno. Cioè che l’Isis è fino in fondo una creatura Usa utilizzata come grimaldello per l’ennesima destabilizzazione mediorientale, peccato che questa volta le uova siano state rotte nel paniere dalla Russia, la quale ha atteso finché ha potuto e poi ha fatto decollare i jet. Da quel preciso momento, settembre 2015, il conflitto siriano, di cui non è fregato nulla a nessuno per almeno due anni, è diventato notizia mainstream e, casualmente, quasi sempre per le presunte stragi di civili perpetrate da esercito regolare siriano e caccia russi: stando alle cronache della Rai, ad Aleppo si sarebbe stato un ospedale pediatrico in ogni strada della città. Casualmente, quando i mezzi russi o siriani entrano a loro rischio e pericolo nei quartieri assediati per portare beni di conforto, le telecamere e i droni sono spenti.

È ora di finirla, è ora di cominciare ad avere il coraggio di dire la verità, altrimenti smettiamola del tutto, perché l’impegno e l’indignazione a targhe alterne sono peggiori del disinteresse e dell’indifferenza. E questo vale per tutti.

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
13/10/2016 - USA > Arabia Saudita > ISIS > e jiahdismi vari (ALBERTO DELLISANTI)

Dura verità, ma verità. Leggendo Bottarelli quasi quotidianamente, ti sorprende il commento di ieri del Signor Crippa (di cui seguo con interesse frequenti commenti). Buono l'invito a leggere su Facebook non ricordo quale notiziario sulla Russia, di ben altro segno rispetto ai giornaloni maggiori, e a tutti i TG RAI/Mediaset/LA7. E' stato però sorprendente leggere che "la nostra stampa è neutrale e obiettiva" e che "conosciamo perfettamente la situazione siriana". Certamente la conosciamo leggendo il "Sussidiario.net". La conosciamo forse grazie al Corrierone, e Stampa, e Repubblica, ecc ecc ? Oppure grazie ai TG ? Certo, ormai comincia qualcosa a trapelare. Non nei TG per quanto mi sia reso conto io. Solo nella carta stampata, ma poco, poco, poco. Siamo distanti da operazioni verità. Di Repubblica so di meno. Ma su Corriere, Stampa e Foglio la demonizzazione di Assad e della Russia procede invariata. Meglio di essi fa Il Giornale, che almeno dispone di un giornalista galantuomo come Gian Micalessin.