BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GEO-POLITICA/ Siria e Yemen: le verità scomode per gli Usa (e la Clinton)

Siria e Yemen sono i fronti di guerra dove emergono più chiaramente, dice MAURO BOTTARELLI, le ipocrisie degli Usa e dell’Occidente. Situazione che favorisce l’Isis

LaPresse LaPresse

Il Papa ieri ha solennemente chiesto un cessate il fuoco in Siria, soprattutto per consentire l’evacuazione dei civili ancora intrappolati nelle città in cui si combatte, Aleppo in testa. Bene, ma come pensate che si possa uscire dal conflitto siriano ora, con la diplomazia forse? O con le minacce di quell’ipocrita di Ban-Ki-Moon, la cui coscienza gronda sangue di quegli innocenti siriani ogni volta che punta il suo dito unicamente verso Assad e Putin, gli unici che hanno trattato l’Isis come merita fin dall’inizio: sterminandoli?

Lo so, non è cristiano quanto dico, ma a volte per portare pace e giustizia serve usare la violenza e la forza, siamo uomini e le guerre vanno combattute in armi, non con le parole, né tantomeno con il perdono. Il perdono spetta a Dio e a nessun’altro, ma restare inermi di fronte a una banda di assassini senza scrupoli, significa essere complici e dubito che nostro Signore gradisca l’omertà o la vigliaccheria. Bene, l’Occidente intero è stato complice e ora è vigliacco: se in Siria c’è una mattanza, la colpa è nostra. Io lo dico da sempre, ma adesso le evidenze cominciano a fare capolino anche sulla grande stampa, quella che fino a che ha potuto, ha tenuto la verità sotto il tappeto, limitandosi al comodo gioco di scaricare ogni responsabilità su Putin e Assad. Ora, lo schifo sta venendo a galla con tale forza che tutti cercano di arrabattarsi, lanciandosi in capriole diplomatiche più ridicole che imbarazzanti.

Eccone un esempio: "I governi di Qatar e Arabia Saudita stanno fornendo supporto finanziario e logistico clandestino all’Isis e ad altri gruppi sunniti radicali nella regione". Questo è il testo di una mail inviata nell’agosto del 2014 da Hillary Clinton a John Podesta, da sempre uno dei più stretti collaboratori della famiglia Clinton e oggi a capo della sua campagna elettorale. Fa parte dell’ultima serie di e-mail rese note da WikiLeakes e dimostra plasticamente come la Clinton sapesse esattamente cosa stava accedendo in Siria, sapeva che i Paesi del Golfo stavano armando e finanziando i tagliagole, ma questo le andava benissimo, perché esattamente come in Libia il piano era quello di utilizzare l’Isis come elemento di destabilizzazione per far cadere Assad, nemico giurato dell’Arabia Saudita, ma anche di Israele.

Nonostante fosse a conoscenza dell’appoggio che i regimi del Golfo alleati degli Usa danno all’Isis, la Clinton ha continuato ad accettare milioni di dollari di finanziamento per la sua Fondazione proprio da questi regimi che lei stessa riconosce essere sponsor del terrorismo islamista. In altre parole, la candidata alla Presidenza degli Stati Uniti riceve enormi quantità di denaro da "Stati canaglia" che lei stessa sa essere fiancheggiatori del terrorismo e ispiratori di coloro che poi in Usa e in Europa uccidono cittadini americani ed europei.

Basterebbe questo per capire l’ipocrisia che alimenta la retorica occidentale della "lotta al terrorismo" e della difesa delle democrazie dal pericolo di coloro che lo vogliono distruggere. Difficile difendersi quando sei sul libro paga dall’amico del tuo nemico. E l’eventualità che su questo libro paga ci possa essere un futuro presidente degli Stati Uniti, rende oscuro il futuro della presunta più grande democrazia al mondo, non vi pare? 


COMMENTI
13/10/2016 - USA > Arabia Saudita > ISIS > e jiahdismi vari (ALBERTO DELLISANTI)

Dura verità, ma verità. Leggendo Bottarelli quasi quotidianamente, ti sorprende il commento di ieri del Signor Crippa (di cui seguo con interesse frequenti commenti). Buono l'invito a leggere su Facebook non ricordo quale notiziario sulla Russia, di ben altro segno rispetto ai giornaloni maggiori, e a tutti i TG RAI/Mediaset/LA7. E' stato però sorprendente leggere che "la nostra stampa è neutrale e obiettiva" e che "conosciamo perfettamente la situazione siriana". Certamente la conosciamo leggendo il "Sussidiario.net". La conosciamo forse grazie al Corrierone, e Stampa, e Repubblica, ecc ecc ? Oppure grazie ai TG ? Certo, ormai comincia qualcosa a trapelare. Non nei TG per quanto mi sia reso conto io. Solo nella carta stampata, ma poco, poco, poco. Siamo distanti da operazioni verità. Di Repubblica so di meno. Ma su Corriere, Stampa e Foglio la demonizzazione di Assad e della Russia procede invariata. Meglio di essi fa Il Giornale, che almeno dispone di un giornalista galantuomo come Gian Micalessin.