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Esteri

SIRIA/ Tutti gli errori di Obama che portano il mondo verso la guerra

Barack Obama (LaPresse)Barack Obama (LaPresse)

Almeno un successo in Medio Oriente Obama lo ha ottenuto, cioè l'accordo con l'Iran sul nucleare, che comporta però effetti in parte negativi. Lo sdoganamento di Teheran ha avvantaggiato la Russia, sponsor dietro le quinte dell'accordo, e rafforzato l'Iran e il suo ruolo in Iraq e in Siria, irritando l'Arabia Saudita, l'alleato per eccellenza degli Stati Uniti nella regione e avversario dichiarato di Teheran.

I rapporti con il regime saudita sono particolarmente imbarazzanti per il conclamato ruolo americano di difensori della democrazia e negli Stati Uniti stessi ci si chiede sempre più diffusamente perché un governo che sente il "dovere morale" di abbattere dittature come quelle di Gheddafi o Assad non si periti di sostenere un regime totalitario come quello di Riyadh. Gli eccessi sauditi in Yemen cominciano a porre qualche problema perfino tra i militari statunitensi, ma non impediscono sostanziosi rifornimenti di armi all'Arabia Saudita, malgrado la crescente opposizione nel Congresso.

Ancora i sauditi sono all'origine di un altro scontro tra il Congresso e Obama, costretto a porre il veto su una legge che avrebbe consentito alle famiglie delle vittime dell'attentato dell'11 settembre di portare in giudizio l'Arabia Saudita come corresponsabile dell'eccidio.

Altrettanto problematico è il rapporto con la Turchia dopo il fallito colpo di Stato e la richiesta di Erdogan di estradare il suo avversario politico Fethullah Gulen, rifugiato negli Stati Uniti e ritenuto responsabile del tentativo golpista. Il raffreddamento dei rapporti rende più difficile ostacolare Ankara nella sua determinata lotta contro i curdi, sostenuti dagli Usa nella loro guerra all'Isis. L'intervento dell'esercito turco sul territorio iracheno ha provocato pesanti reazioni a Baghdad, con il Primo ministro al Abadi che ha addirittura ventilato una guerra se i militari turchi continuassero a operare in Iraq, mentre il Parlamento iracheno ha chiesto l'intervento dell'Onu. Non sembra la situazione migliore alla vigilia di quello che viene prospettato come il colpo mortale allo stato islamico, la liberazione di Mosul.

A questa preoccupante situazione si aggiunge l'aggravarsi dei rapporti tra Stati Uniti e Russia sulla Siria, con reciproche accuse di non tener fede ai patti e una guerra di contro informazione decisamente pesante. Dopo l'attacco aereo condotto dagli americani contro l'esercito siriano, per cui il Pentagono si è scusato, vi è stato l'attacco al convoglio umanitario attribuito ai russi, che hanno ribaltato la responsabilità su formazioni ribelli appoggiate dagli americani. 

Di recente poi il sito in arabo dell'agenzia russa Sputnik ha affermato che missili partiti dalle navi russe nel Mediterraneo hanno distrutto in Siria un centro operativo di supporto ai ribelli uccidendo parecchi operatori, tra cui israeliani, sauditi, qatarioti, turchi, americani e inglesi.

Tutto sembrerebbe andare in direzione opposta all'unica possibilità di porre termine alla tragedia siriana, cioè un accordo duraturo tra Stati Uniti e Russia che dia inizio a un processo di pacificazione dell'intera regione. Obama sembra sempre più calato nella parte di un tragico apprendista stregone, né molto si può sperare da nessuno dei pretendenti alla sua successione.

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COMMENTI
15/10/2016 - "un tragico apprendista stregone"... (ALBERTO DELLISANTI)

...è Obama, come efficacemente dice il giornalista Wulff. E il titolo dato al suo importante articolo è del tutto veritiero, purtroppo. Il paradosso è che Obama è nell'ambito dell'establishement statunitense il personaggio meno negaivo di tutti. Lui, numero uno degli USA, ha controfirmato la distruzione della Libia, firmata in primis da uno squallido Presidente Francese, da un Premier Inglese, e dalla potente Hillary Clinton, vedette di una grande parte della classe dirigente USA, follemente proiettata a esportare la democrazia nel mondo arabo tutto...!!! Tranne che in quella immensa galera,materiale e spirituale, che hanno invece sposato in un indecente rapporto, l'ARABIA SAUDITA, e il cuginetto (cuginone) QATAR. Ha controfirmato la devastazione della Siria, pretesa da SAUDITI e QATAR, e appoggiata dalla TURCHIA del Sultano Erdogan, oltre che da Madame la France e dal mondo della Hillary Clinton. Eppure Obama miracolosamente si oppose al radere al suolo Damasco nel 2011 (ciò che ha consentito che la Siria in una certa misura sussista, e che Russia e Assad abbiano posto un argine al suo annientamento). E ha perseguito l'accordo con l'IRAN, molto meritevole. (Pur essendo del tutto contraria l'Arabia Saudita, nemica giurata di Teheran). Enigma Obama. Certo sempre più calato, Barak, nel ruolo di "tragico apprendista stregone".