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DALLA RUSSIA/ Ecco cosa succede (per davvero) nel paese che inneggia a Stalin

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Vladimir Putin (LaPresse)  Vladimir Putin (LaPresse)

La notizia non del "pane razionato" (come si dice nell'articolo del sussidiario), ma dei "300 grammi giornalieri di pane garantiti pro capite in caso di guerra" non è un'invenzione del giornalista del Corriere con il quale se la prende Bottarelli, ma è un fatto che ha scosso l'opinione pubblica diffondendosi come un'epidemia; e se questa notizia si è trasmessa con la velocità di un virus forse varrebbe la pena di farsi qualche domanda sul perché di una tale diffusione. Ma certo per farsi venire qualche dubbio bisognerebbe sapere che effettivamente la notizia è stata data in Russia e poi si è propagata in Russia e poi ha tenuto occupata la gente in Russia e poi sempre in Russia è stata rettificata e spiegata diversamente ("assicurando che c'erano scorte garantite — è stato argomentato per spiegare la notizia e tranquillizzare la gente — non si pensava alla guerra, ma si seguiva una procedura abituale tesa a evitare rincari artificiali del prezzo della farina"!), finendo quindi per essere smentita del tutto, denunciata come un mito metropolitano e arrivare, finalmente, in mano a tutti i giornalisti occidentali, poco o tanto assidui della capitale russa (si rassicuri Bottarelli, non è solo l'italiano Corriere ad aver ripreso la notizia). Chi vive in Russia questo lo sa, chi sta fuori o ha notizie di seconda o terza mano, senza contatti con la gente della strada, rischia di non sapere o di non capire.

In effetti non si può capire come possa diventare credibile una notizia così assurda come quella di garantire 300 grammi di pane per venti giorni in caso di guerra se non si ha presente l'atmosfera che respira ogni giorno la gente che guarda la televisione, va in metro e si sente ripetere continuamente avvisi di fare attenzione per possibili attentati.

Sia chiaro: non c'è solo questo clima in Russia, c'è ben altro, c'è della gente che lavora e lavora bene, c'è della gente che non si preoccupa delle disfunzioni dello Stato e si organizza in modo di rispondere alle sue carenze, in campo medico o assistenzialistico, ad esempio, o là dove c'è da dare un'accoglienza minimamente rispettosa alle masse di immigrati più o meno clandestini provenienti dalle repubbliche asiatiche ex-sovietiche (anche la Russia ha i suoi profughi come li ha l'Occidente, e come l'Occidente spesso li guarda con fastidio), ma è solo questo clima di paura che rende accettabili storie come quella del pane. Ma poi, era davvero una storia o la si è fatta diventare tale quando ormai aveva ottenuto il suo risultato terroristico?



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COMMENTI
17/10/2016 - Se possibile ancora un grazie (ALBERTO DELLISANTI)

Viva Gianbattista Pasinetti per i suoi due commenti

 
17/10/2016 - Venti di guerra? Risorgente stalinismo? (Gianbattista Pasinetti)

Credo che l'articolo di Mauro Bottarelli sia molto più plausibile della lettera del sig. Nagibin. Poi leggo altrove, secondo istituti statistici indipendenti che Putin godrebbe di un favore politico personale maggiore dell' 80% nella popolazione russa. Questo mi sembra stridere alquanto col quadro dipinto dall'autore di questa lettera. Se poi i Russi si preparano davvero a una guerra che assolutamente non vogliono, credo che ne abbiano tutto il diritto. Chissà perché dalla dissoluzione dell'URSS, la NATO non ha fatto altro che portare le sue basi a ridosso dei confini occidentali della Russia. Chi minaccia chi? Basta guardare la cartina della nuova Europa per capirlo. Risorgente Stalinismo in Russia? Ma mi faccia il piacere! La legge sulla riabilitazione del 1991 ha funzionato e continua a funzionare: nel 2004 ne avevano già goduto più di seicentomila persone. Lo stesso Putin in più di un discorso ha preso posizione esplicita contro quel periodo storico, senza negarlo (sarebbe impossibile), ma prendendone fermamente le distanze.

 
17/10/2016 - Pezzo di un'intervista a G. Chiesa (Gianbattista Pasinetti)

Parte di un'intervista a Giulietto Chiesa. La Russia sta preparando la guerra? Si parla di scorte, di rifugi anti-atomici: siamo davvero a un passo dal conflitto mondiale e potrebbe accadere dopo le elezioni americane? "L’idea di un conflitto mondiale può venire in mente solo a dei dementi. Porre il problema di un conflitto mondiale nel corso dei prossimi mesi, significa automaticamente dire che alla guida dell’Occidente ci sono dei dementi e lo sottolineo perché in tutto questo baccano di informazioni taroccate e fasulle secondo cui la Russia starebbe minacciando l’Occidente, non c’è assolutamente niente. I fatti: gli sconfinamenti aerei si sono rivelati delle bufale costruite dalla Nato per sollevare allarmi incredibili nel senso di non credibili; la minaccia al Baltico è una pura invenzione costruita dalla Nato perchè la Russia non ha mai manifestato il minimo segno di interesse per le repubbliche baltiche, compresa la Polonia". Quindi, quali sarebbero queste ragioni? "Le ragioni sono tutte interne all’Occidente; è l’Occidente che sta facendo un grande fragore e rumore di spade perché evidentemente, vuole nascondere la sua fondamentale sconfitta politica e militare. Sta fallendo il disegno del Pentagono e della Cia di riaffermare il loro dominio su scala planetaria. La sconfitta subìta dall’Occidente è la sconfitta in Siria".

 
16/10/2016 - "il Paese che inneggia a Stalin"......(2°) (ALBERTO DELLISANTI)

Non avevo più spazio per scrivere Viva Tiziano Villa, in particolare. E pure Crippa.

 
16/10/2016 - "il Paese che inneggia a Stalin"... (ALBERTO DELLISANTI)

Nessun altro titolo, come questo, avrebbe potuto rendere felice Nagibin. Confesso la mia ignoranza, non conoscevo Nagibin, ho consultato l'archivio del Sussidiario. Non so che età abbia, nè se viva in Russia o altrove, ma certo ne odia la classe dirigente in un continuum che va dall'Unione Sovietica alla Russia, e la Russia di oggi. Dei Bottarelli proclama "la mania del doversi schierare". "Così che per denunciare gli errori (ma quanto pudore!!) dell'America devi per forza difendere a ogni costo Putin". E' questa l'unica breve frase in cui Nagibin cita gli USA. Pare che per lui esista solo lo "Impero del Male" di novecentesca memoria. Parlando della sofferenza che abita questa nostra Terra, ha presente solo un povero popolo russo, soggiogato dai Putin di sempre...E gli USA? E l'alleato di acciaio degli USA che sono i Wahabiti Sauditi e Qatarioti? Chissà se Nagibin sa che l'Arabia Saudita (e il figliolo Qatar) sono la madre di tutti gli jiahdismi (non solo dell'ISIS) perseguiti in Africa, e in Asia (nell'enorme porzione che va da Mediterraneo a Pakistan). Lo sa Petr che i petrodollari finanziano le Università USA e la Fondazione della Clinton family? E lo sa che gli USA vendono, a suon di dollaroni, armi micidiali a profusione ai citati Arabi e loro adepti? Lo capisce che gli USA (come Potenza N°1 al mondo) sono il primo dei responsabili dei martirii come in Siria? Se Nagibin parlasse di ciò, avrebbe la credibilità che stenta assai a venirgli dai suoi reportage Russia.

 
16/10/2016 - "Non c'è clima di guerra" lo dice Unimpresa non MB (Giuseppe Crippa)

Premetto che trovo di cattivo gusto scrivere una lettera al direttore di un giornale per criticare un articolo di un suo giornalista quando un giornale on line consente una immediata replica a commento dell’articolo stesso, replica nella quale, se del caso, si potrebbe preannunciare un intervento meno conciso di quanto possibile nei commenti, vorrei dire al dottor Nagibin che, dopo aver riletto l’articolo contestato, mi ci riconosco sia nello spirito che nel contenuto e che Putin mi sembra essere in sintonia con la maggioranza dei russi molto più di quanto non lo sia Obama con la maggioranza degli americani (per non dire di Renzi con la maggioranza degli italiani).

 
16/10/2016 - Se solo la NATO arrivasse sino a Mosca ! (Tiziano Villa)

Forse Nagibin dovrebbe evitare di confondere le cause con gli effetti. Tutto l'articolo vuol dimostrare che c'è un clima di nazione assediata in Russia: supponiamo che sia così. Ma come ci si è arrivati? Attraverso una sistematica politica americana di allargamento della NATO contro gli accordi presi al tempo dello smantellamento dell'URSS, avvenuto grazie a questi in modo incruento. La politica americana dei colpi di stato amici nei paesi dell'ex blocco sovietico e anche nel Mediterraneo non ha certo creato più democrazia, ma solo un caos controllato dagli americani per mantenere la loro egemonia mondiale (e tenere l'Europa sotto scacco). Il caso Ucraina è esemplare: l'Ucraina potrebbe essere una grande Svizzera ponte tra l'Europa Occidentale e il mondo russo, prospera e strategica nell'integrazione di questi due mondi, invece di un avamposto militarizzato dall'impero americano, con una classe dirigente eterodiretta e corrotta prima e dopo il colpo di stato americano. Però non si preoccupi Nagibin: la NATO avanzerà, adesso tocca al Montenegro, chissà che un giorno non arrivi sino a Mosca, e allora finalmente vivremo in un mondo perfetto.