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CASO GERUSALEMME/ Chi uccide davvero le speranze di pace in Palestina?

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A Gerusalemme (LaPresse)  A Gerusalemme (LaPresse)

I diplomatici occidentali a Gerusalemme, ad esempio, si accorgono di questi ed altri fatti, di quella che loro stessi hanno chiamato l'ebraizzazione della città. Non ultimo l'annullamento della parola Spianata delle Moschee, sostituita sempre dall'espressione ebraica Monte del Tempio, anche quando si è costretti a descrivere su quella Spianata gli scontri tra gruppi di ebrei ultraordodossi, polizia, esercito e giovani palestinesi. Di questa ebraizzazione della città hanno scritto i Consoli Generali a Gerusalemme, anzi lo scrivono ogni anno, nel loro rapporto sulla città, che inviano a Roma, Madrid, Parigi, Berlino, Londra. Hanno scritto più volte quanto sia pericolosa e foriera di conflitti questa politica israeliana, che tenta di sradicare la storia, la cultura e le persone palestinesi dalla città. 

Il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a fine ottobre andrà in "Visita Ufficiale in Israele e Palestina": questi rapporti diplomatici su Gerusalemme sarebbero un'utile lettura. A cominciare da quello che Gianfranco Fini, allora ministro degli Esteri, impedì di discutere a Bruxelles. E poi come non ricordare il silenzio dei nostri politici  quando i governanti israeliani ripetono che Gerusalemme è loro e rimarrà unita ma sotto controllo israeliano. Gerusalemme, capitale anche della Palestina? Netanyahu dice mai. E noi? Silenzio. Questo uccide le speranze di pace a Gerusalemme e in Medio Oriente. 

Noi sappiamo, tuttavia, quello che accade a Gerusalemme. I nostri diplomatici lo sanno. Caro Renzi, quando i nostri diplomatici si "astengono" e non votano "contro", come accaduto sul documento dell'Unesco, è per la consapevolezza di questa storia misconosciuta di Gerusalemme. 

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COMMENTI
22/10/2016 - Unesco e dintorni (fausto sabbatucci)

Letto l'articolo, lo trovo semplicemente scandaloso. Ognuno è libero di avere, su ogni argomento, anche le idee più sbagliate se le reputa migliori di altre. Altra cosa è deformare la realtà.