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BATTAGLIA DI MOSUL/ Waqqaf: in Siria e Iraq gli Usa sono peggio dell'Isis

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Iraq, sesto giorno di offensiva per riprendere Mosul da Isis (LaPresse)  Iraq, sesto giorno di offensiva per riprendere Mosul da Isis (LaPresse)

Uno potrebbe chiedersi se ciò possa incoraggiare l’Isis a posizionarsi nelle zone dove si trova l’esercito siriano. Un esempio è quanto è avvenuto a Deir El Zor, dove l’esercito siriano a lungo si è difeso dall’assedio dell’Isis. Dopo averne a lungo studiata la posizione, all’improvviso gli Stati Uniti hanno attaccato la postazione chiave di un’unità dell’artiglieria, consentendo all’Isis di impossessarsi di quel luogo.

 

Qual è invece l’atteggiamento degli Stati Uniti in Iraq?

E’ differente, in quanto gli Stati Uniti hanno aiutato il governo di Baghdad a contenere l’Isis e a respingerlo da alcuni luoghi conquistati in passato. La preparazione dell’offensiva di Mosul ha richiesto tempo perché le forze irakene non erano pronte. Dopo avere cacciato l’Isis fuori da Falluja e Ramadi, ora l’operazione può avere inizio.

 

Chi libererà Mosul?

Mosul dovrà essere liberata fondamentalmente dall’esercito irakeno. La sconfitta dell’Isis in Iraq è un processo che non è governato unicamente dalla volontà degli Stati Uniti, bensì anche dalla capacità delle istituzioni irakene. Il dato di fatto però è che la politica americana nei confronti dell’Isis in Iraq è differente da quella nei confronti dell’Isis in Siria.

 

Ma questo nel lungo periodo non rischia di essere controproducente in entrambi i quadranti?

In Siria gli Usa lasciano che l’Isis esista nella misura in cui tiene sotto controllo lo Stato siriano, impedendogli di risultare vincitore. In un certo senso ciò potrebbe portare a un rafforzamento dell’Isis, ma non necessariamente in Siria o in Iraq.

 

Allora dove?

Poniamo che gli Usa consentano all’Isis di rimanere in Siria per cinque anni: il rischio è che il califfato si rafforzi anche in altri Paesi come la Libia, o che sviluppi le sue capacità di strutturarsi, combattere e infiltrarsi. In questo modo potrebbe per esempio infiltrarsi in Europa e America mettendo in atto una serie di attentati. L’esitazione degli Stati Uniti non dà soltanto all’Isis un’opportunità operativa di mettere in atto degli attentati anche dal di fuori del Medio Oriente, ma anche un altro tipo di vantaggio.

 

Quale?

Per battere l’Isis bisogna sconfiggerne l’ideologia, e non soltanto la militanza. E sconfiggere l’Isis molto rapidamente dal punto di vista militare ne danneggerebbe profondamente l’ideologia. Facendo il contrario, invece...

 

(Pietro Vernizzi)



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