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ISLAM/ Il progetto "dimenticato" dei Fratelli musulmani per conquistare l'occidente

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La cattura di Salah Abdeslam, il 18 marzo 2016 a Bruxelles (LaPresse)  La cattura di Salah Abdeslam, il 18 marzo 2016 a Bruxelles (LaPresse)

Porta la data del 1982. "Il Progetto", un documento di 14 pagine, venne scoperto nella villa svizzera di un importante affiliato ai Fratelli musulmani, tale Youssef Nada, durante una perquisizione della polizia confederale all'indomani degli attacchi dell'11 settembre 2001. Nada derubricò ovviamente il documento come "insignificante", raccontando alla polizia elvetica che era stato redatto da generici "ricercatori islamici" nel 1982. Su questo testo, che sembra sospeso fra un piano d'azione di cospiratori e dei famigerati "Protocolli dei Savi", è stato scritto finora un solo libro, del giornalista franco-svizzero Sylvain Besson (La conquête de L'Occident, Parigi, Seuil, 226 pp.), pubblicato nel 2005 e rimasto intradotto nelle altre lingue. Questo documento inspiegabilmente non viene diffuso.

Il contenuto del "Progetto" è inquietante, ma per molti versi prevedibile. Come altri piani cospirativi — si pensi a certi programmi di manipolazione dell'opinione pubblica come quello tracciato da Marshall Kirk ed Erastes Pill nel 1987 intitolato "The Overhauling of Straight America" ("Il superamento dell'America normale") volto alla conquista dei media statunitensi da parte dei gruppi di pressioni omosessuali — si avvale di tecniche di psy-op, guerra psicologica, che proprio negli anni Ottanta cominciavano a vedere la loro piena maturità. E la principale strategia di guerra psicologica nel "Progetto" è rappresentata dall'uso spregiudicato della taqiyya, la "dissimulazione", il meccanismo orwelliano con il quale un fedele islamico può mentire, comportarsi in maniera occidentale sin quasi a infrangere i dettami del Corano per il superiore scopo di depistare l'infedele e fargli abbassare la guardia fino al momento opportuno per colpirlo e sottometterlo.

Il "Progetto" è composto da 25 punti. Nei primi si parla di organizzazione: creare reti di Fratellanza musulmana; mantenere l'apparenza di "moderazione"; infiltrare le altre organizzazioni islamiche per riallinearle agli scopi del "Progetto"; usare la taqiyya; evitare conflitti aperti con le autorità dei paesi occidentali. 

Si passa quindi alla fase operativa: raccolta di informazioni e costruzione di database; controllo dei media; creazione di think tank e gruppi di pressione, pubblicazione di studi universitari che legittimino le posizioni e la particolare visione della storia della Fratellanza musulmana. E ancora, sviluppare piani d'azione flessibili nell'ottica di una strategia lunga cento anni (quindi in grado di essere portata avanti per più generazioni); creare reti di sostegno sociale — scuole, ospedali, organizzazioni sociali — per diffondere gli ideali islamisti, infiltrare elementi della Fratellanza musulmana all'interno delle istituzioni democratiche occidentali, nei partiti, nelle Ong e nei sindacati, "sfruttando le istituzioni occidentali finché esse possano essere convertite e messe al servizio dell'Islam" (punto 13). 

Dal punto 14 in poi il complotto anti-occidentale diventa sempre più evidente: "redigere costituzioni, leggi e programmi islamici che possano essere implementati"; "istituire alleanze con forze politiche occidentali progressiste"; "creare forze di polizia autonome per proteggere i mussulmani nei paesi occidentali"; "far sì che i mussulmani che vivono in Occidente abbiano una costante forma mentis jihadista".



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COMMENTI
25/10/2016 - Forse è vero (Luigi PATRINI)

Forse è vera la previsione e l'analisi fatta; d'altra parte Souad Sbai ha tanti elementi per scrivere ciò che scrive: lei stessa potrebbe essere un elemento moderato del puzzle che messer Satanasso sta orchestrando verso il "Nemico", come lo chiama Berlicche, capo dei dc (Diavoli Custodi!). Noi stessi non siamo che pedine da usare in questo scontro cosmico. Chissà, però, che non abbia ragione quel tal Paolo di Tarso che scrive, nelle sue lettere, delle sofferenze prodotte dalle doglie del parto di un mondo nuovo che sta venendo alla luce. Non sappiamo cosa accadrà e come avverrà; sappiamo solo chi alla fine vincerà; Uno che, in realtà, ha già vinto! L'Apocalisse scritta da Giovanni non riguarda il futuro, ma descrive ciò che sta accadendo ora, ciò che "sempre" sta accadendo ora. Ma ...non abbiate paura!