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SCENARI/ Foa: Renzi attacca l'Ue su mandato Usa. Ma se non vince Hillary...

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Serve il coraggio di fare dei blocchi navali, che andrebbero autorizzati e incoraggiati dall’Ue. In assenza di questi blocchi l’Europa non fa che peggiorare la situazione. Bisogna pensare a soluzioni dissuasive, non tanto nei confronti dei migranti quanto piuttosto degli scafisti che ci speculano. Questi ultimi sono persone orribili che prendono quasi tutti i risparmi dei profughi per poi mandarli allo sbaraglio. Quindi nella migliore delle ipotesi le portano a disperazione e povertà, e nella peggiore a tragedie del mare che noi ben conosciamo.

 

Per tornare alle recenti polemiche, perché ultimamente Renzi può permettersi di fare la voce grossa nei confronti dell’Ue?

In realtà lo sta facendo solo fino a un certo punto. Sì fa veramente la voce grossa quando si picchiano i pugni sul tavolo e si riesce a ottenere un cambiamento delle regole, cosa che Renzi fino a questo momento non ha fatto. Su questo c’è quindi molta cortina fumogena. L’aspetto più interessante è piuttosto un altro…

 

Quale?

La visita di Renzi alla Casa Bianca del 18 ottobre scorso segna un cambiamento nel rapporto con gli Stati Uniti. Finora gli Stati Uniti avevano come loro baluardo la Gran Bretagna, la quale coordinava con Washington le sue politiche anche all’interno dell’Unione Europea. Oggi ci troviamo con una Germania molto forte, anzi per certi versi anche troppo. La Francia si avvicina alle elezioni, e François Hollande non può essere considerato un alleato con le mani libere. La Spagna per mesi è rimasta senza governo, e solo adesso sembra ne abbia trovato uno.

 

Quindi agli Stati Uniti non resta che l’Italia?

Sì, tanto è vero che l’Italia è stata improvvisamente rivalutata a Washington perché Renzi può difendere o dare voce a certe istanze americane come prima faceva la Gran Bretagna. La grande cena di Stato alla Casa Bianca in termini diplomatici ha una valenza molto forte per un Paese come l’Italia, ed è un elemento nuovo che può cambiare diversi equilibri.

 

Anche a prescindere dall’esito delle presidenziali Usa?

In questo caso c’è una variante nuova: Donald Trump. Se vince Hillary Clinton, l’investitura di Renzi sarà confermata. Il nostro premier si è molto esposto elogiando più volte il candidato democratico, facendo tra l’altro infuriare la Farnesina. Questo è un indicatore della scommessa che sta facendo Renzi. Se invece dovesse vincere Trump, si rimetterà tutto in discussione e probabilmente anche questo appoggio di Renzi alla Clinton rischia di costare caro all’Italia o comunque di non agevolare il dialogo con la nuova amministrazione americana.

 

(Pietro Vernizzi)



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